LA MIA VITA DA ZUCCHINA di Claude Barras (2016)

La mia vita da zucchina - Uppa

Una delle penne contemporanee più delicate e sensibili nel trattare i problemi del passaggio tra infanzia e adolescenza e il difficile rapporto con il mondo esterno è sicuramente quella della francese Céline Sciamma, apprezzata regista di opere vibranti come Tomboy (2011) e Diamante nero (2014). La Sciamma si conferma un’autrice di grande spessore anche lontana dal territorio sicuro della live-action, chiamata a sceneggiare un piccolo gioiello di animazione come La mia vita da Zucchina, realizzato con la tecnica della claymation (animazione stop-motion applicata a pupazzetti di plastilina). Icar, detto Zucchina (in francese Courgette) vive con la madre, depressa e alcolizzata dopo l’abbandono paterno. Nel tentativo di difendersi dall’ennesimo accesso violento della donna, il ragazzino provoca un incidente che la uccide: portato in una casa-famiglia insieme ad altri bambini problematici, Icar troverà finalmente quel calore umano che da sempre gli era stato negato.

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