Giurato numero 2 di Clint Eastwood, la recensione: etica e giustizia nel film con Nicholas Hoult

di Valeria Morini

Giunto al venerabile traguardo dei 94 anni, Clint Eastwood non perde ancora la voglia di fare cinema e firma con Giurato numero 2 il suo quarantesimo film da regista. Inossidabile e sempre lucido, l’ultimo Maestro del cinema classico americano ci regala una riflessione su etica e giustizia, con un Nicholas Hoult che si conferma volto ormai affermato (è il suo momento: lo troviamo anche in The Order e in Nosferatu di Robert Eggers).

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SULLY di Clint Eastwood (2016)

Sully - Movies on Google Play

Si parla spesso di prime volte in Sully. La prima volta che il comandante interpretato da un perfetto Tom Hanks si ritrova a fare i conti con un simile incidente, la prima volta in cui a seguito di un ammaraggio non vi siano vittime, la prima volta di un incidente aereo che a New York non veicola terrore e morte, ecc. La domanda che Clint Eastwood si pone però è: siamo pronti? Siamo pronti ad accogliere un eroe? Siamo pronti a riconoscere un miracolo? Siamo pronti a guardare in faccia la realtà senza lasciarci intimorire dall’ingombrante presenza dei ricordi? Dopo aver affrontato la minaccia invisibile del terrorismo e, successivamente, quella ancor più gravosa del sospetto nei confronti del diverso (sfociato in uno stato di precaria lucidità e costante tensione), l’America di oggi osserva se stessa senza sapersi più riconoscere. Eastwood insiste nel posizionare i suoi personaggi di fronte a un vetro che restituisce i loro volti in trasparenza mentre questi sono intenti a osservare una realtà fittizia, condizionata dalle loro più recondite paure. Dunque non è caso che il film si apra proprio con un sogno o, per meglio dire, un incubo ricorrente covato non solo dal protagonista quanto da un’intera nazione.

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Torino Film Festival 2016: SULLY di Clint Eastwood

 

Si parla spesso di prime volte in Sully, presentato in anteprima al 34esimo Torino Film Festival. La prima volta che il comandante interpretato da un perfetto Tom Hanks si ritrova a fare i conti con un simile incidente, la prima volta in cui a seguito di un ammaraggio non vi siano vittime, la prima volta di un incidente aereo che a New York non veicola terrore e morte, ecc. La domanda che Clint Eastwood si pone però è: siamo pronti? Siamo pronti ad accogliere un eroe? Siamo pronti a riconoscere un miracolo? Siamo pronti a guardare in faccia la realtà senza lasciarci intimorire dall’ingombrante presenza dei ricordi? Dopo aver affrontato la minaccia invisibile del terrorismo e, successivamente, quella ancor più gravosa del sospetto nei confronti del diverso (sfociato in uno stato di precaria lucidità e costante tensione), l’America di oggi osserva se stessa senza sapersi più riconoscere. Eastwood insiste nel posizionare i suoi personaggi di fronte a un vetro che restituisce i loro volti in trasparenza mentre questi sono intenti a osservare una realtà fittizia, condizionata dalle loro più recondite paure. Dunque non è caso che il film si apra proprio con un sogno o, per meglio dire, un incubo ricorrente covato non solo dal protagonista quanto da un’intera nazione.

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AMERICAN SNIPER di Clint Eastwood (2014)

 

È impossibile oggi non considerare Clint Eastwood come uno dei massimi registi viventi. Purtroppo però, come spesso accade a cineasti dalla carriera infinita, realizzare opere ancora interessanti si fa di anno in anno più difficile. Non basta l’esperienza a colmare il vuoto che l’attesa ogni volta scava impietosa. Dopo aver portato in sala l’acclamato spettacolo di Broadway Jersey Boys (2014), Eastwood decide di allontanarsi dal musical per raccontare in American Sniper una storia (vera) a lui più affine: quella di Chris Kyle, il cecchino più letale che l’esercito statunitense abbia mai avuto.

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JERSEY BOYS di Clint Eastwood (2014)

jerseyboysCon il biopic Eastwood è sempre andato piuttosto d’accordo e non occorre dire del suo rapporto privilegiato con la musica: tuttavia alla notizia che il vecchio leone di Hollywood si sarebbe cimentato in una versione cinematografica del celeberrimo musical Jersey Boys, da più parti si è storto il naso. La materia piuttosto frivola rispetto alle tematiche solitamente trattate da Eastwood e il fatto che inizialmente il progetto avrebbe dovuto essere affidato a quel gigione di Jon Le Favreau facevano pensare a un grosso rischio. E in effetti il risultato finale è piuttosto deludente, anche se meno di quanto si sarebbe potuto pensare.

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ISPETTORE CALLAGHAN: IL CASO SCORPIO E’ TUO! di Don Siegel (1971)

locandina-callaghanSabato 12/04/14, ore23.25, Rete 4

 

San Francisco: Harry Callaghan detto “la Carogna” (Clint Eastwood), ispettore di polizia noto per i suoi modi brutali e spicci, viene incaricato del caso Scorpio (Andy Robinson), un serial killer che minaccia la città con lettere e omicidi a scopo di lucro. Callaghan tenterà di stanarlo con ogni mezzo, uscendo dal labile e aleatorio confine della legalità.

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GLI SPIETATI di Clint Eastwood (1992)

gli-spietatiLunedì 20/01/14, ore 21.05, IRIS

«È una cosa grossa uccidere un uomo: gli levi tutto quello che ha, e tutto quello che sperava di avere». Diciassettesima regia di Clint Eastwood, Gli spietati apre un nuovo corso nella carriera del grande autore americano che, a partire dagli anni ’90, si è imposto come uno dei più grandi cineasti contemporanei.

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PER QUALCHE DOLLARO IN PIÙ di Sergio Leone (1965)

locandina-per-qualche-dollaro-in-piùGiovedì 14/11/13, ore 21.10, RETE 4

 

“In un luogo dove la vita non aveva prezzo, la morte qualche volta lo aveva. Per questo comparvero i cacciatori di taglie.”

Secondo capitolo della celebre Trilogia del dollaro (seguito da Il buono, il brutto e il cattivo), Per qualche dollaro in più segna il ritorno di Sergio Leone, un anno dopo lo strepitoso successo di Per un pugno di dollari, al tanto amato genere spaghetti-western.

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