Queer di Luca Guadagnino, la recensione
di Giulia Pugliese
“Lee sapeva che da Allentorn non avrebbe avuto quello che voleva. Il foro della realtà aveva di
fatto respinto la sua petizione. Eppure non poteva darsi per vinto. Magari riesco a trovare un modo
di cambiare la realtà, si diceva”
Il regista Luca Guadagnino ha dichiarato che questa sarebbe stata la sua opera più personale, ed effettivamente si tratta di una trasposizione propria del romanzo di William S. Burroughs, Queer, da cui riprende ambientazioni e tematiche, portando però il film verso un’altra direzione: il tentativo di Lee, un vecchio junky (tossicodipendente) americano, di instaurare un legame d’amore autentico con un ragazzo più giovane.


