The Whale di Darren Aronofsky, la recensione del film con Brendan Fraser

 

È difficile pensare di scrivere in poche righe un pensiero che renda dignità ad una visione complessa e fortemente emotiva come quella di The Whale. Charlie è un uomo che, obbligato dalla sua obesità all’interno delle proprie mura domestiche, cerca di recuperare un rapporto con la figlia adolescente, Ellie, dopo aver abbandonato lei e la madre per vivere con un nuovo compagno. Purtroppo per Charlie il tempo che ha a disposizione non è più molto.

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MADRE! di Darren Aronofsky (2017)

Madre! di Darren Aronofsky: recensione e analisi | JAMovie

“Comincerò dall’apocalisse”, è una delle tante frasi con chiari riferimenti biblici pronunciate in madre!, così come “voglio creare il mio paradiso”. Il film si presenta come un dramma con tanto di sottotracce thriller e horror, una sorta di Armageddon ciclico dove fine e inizio convergono nello stesso punto. Scritto in 5 giorni, a differenza di Dio che ce ne mise 7 per creare l’universo, secondo la Bibbia, Darren Aronofsky porta a termine il suo settimo lungometraggio mantenendo una sottile linea conduttrice che ricollega concetti espressi precedentemente in Pi-Greco il teorema del delirio e The Fountain – L’albero della vita. Tematiche e allegorie puramente esoteriche e religiose.

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VENEZIA 2017: MOTHER di Darren Aronofsky

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“Comincerò dall’apocalisse”, è una delle tante frasi con chiari riferimenti biblici pronunciate in mother!, così come “voglio creare il mio paradiso”. Il film si presenta come un dramma con tanto di sottotracce thriller e horror, una sorta di Armageddon ciclico dove fine e inizio convergono nello stesso punto. Scritto in 5 giorni, a differenza di Dio che ce ne mise 7 per creare l’universo, secondo la Bibbia, Darren Aronofsky porta a termine il suo settimo lungometraggio mantenendo una sottile linea conduttrice che ricollega concetti espressi precedentemente in Pi-Greco il teorema del delirio e The Fountain – L’albero della vita. Tematiche e allegorie puramente esoteriche e religiose.

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NOAH di Darren Aronofsky (2014)

Anche su Noah di Aronofski la nostra redazione si è divisa. Le recensioni, contrastanti, di Stefano Lorusso e Riccardo Tanco.

Di Stefano Lorusso

Si è ufficialmente inaugurata, nella storica cornice del Teatro Petruzzelli e con una importante anteprima internazionale, la quinta edizione del Bari International Film Festival. A sbarcare nel capoluogo pugliese è stata l’attesissima Arca del Noah di Darren Aronofsky, in uscita nelle sale italiane a partire dal 10 Aprile.

Era dalla tenera età di 13 anni che il regista di Requiem for a Dream e Il cigno nero aveva manifestato il suo amore per il personaggio biblico di Noè. La sua maestra gli aveva assegnato come compito la scrittura di una poesia sulla pace e nei versi del piccolo Darren già si era affacciata l’immagine di un patriarca proto-ambientalista che dentro la sua arca salva soltanto gli animali, unica presenza del creato realmente innocente quindi degna di sopravvivere al diluvio. Ottenuto nel 2011 dalla Paramount il via libera per la realizzazione del film, è ad una inedita dimensione interiore del personaggio Noè che Aronofsky e il suo sceneggiatore Ari Handel hanno lavorato maggiormente, vista l’estrema esiguità di particolari che caratterizza la breve narrazione biblica sui fatti del diluvio. Il Noè di Aronofsky, incarnato con solido mestiere da Russel Crowe, è infatti un uomo, prima che un profeta, lacerato da dubbi e insicurezze sul senso ultimo della sua missione. Fondamentali novità rispetto al testo biblico sono rappresentate, oltre che dal cattivo Tubal-cain (citato nella Genesi, ma in uno dei capitoli precedenti al diluvio) anche dalle presenze forti della moglie di Noè, Naameh, interpretata da una convincente Jennifer Connely, e di Ila, giovane sposa del figlio maggiore di Noè Shem. Le due cruciali figure femminili, solo abbozzate nella Bibbia, sono funzionali per introdurre nel film il nocciolo della riflessione sottesa alla trama: il rinnovato e inestinguibile principio generatore (acqua-madre-vita) proveniente da Dio, palingenesi di una umanità redenta dopo il diluvio.

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Si alza il sipario sul Bari International Film Festival 2014. In apertura NOAH di Darren Aronofsky

Noah poster-620x918Si svolgerà a Bari, dal 5 al 12 Aprile, la quinta edizione del Bari International Film Festival, appuntamento ormai consueto per il pubblico pugliese all’inizio della primavera. Anche quest’anno diretto da Felice Laudadio ed Ettore Scola, il BiFest propone un programma denso e variegato. Nel capoluogo pugliese, fra concorso e fuori concorso, comprese repliche e retrospettive, verranno proiettati in totale 141 lungometraggi, 44 cortometraggi e 40 documentari. A suscitare la maggiore curiosità saranno le 8 anteprime internazionali inserite nella storica cornice di un ritrovato teatro Petruzzelli. Tra queste l’atteso film di apertura della rassegna, il già controverso Noah di Darren Aronofsky, rilettura del testo biblico firmata dal regista del Cigno Nero e di Requiem for a dream, interpretata da Russel Crowe. Tra le altre anteprime spiccano The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, The invisible woman di Ralph Fiennes e Fading Jigolo di John Turturro.

 

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