Dune – Parte Due, la recensione del film di Denis Villeneuve

Di Francesco Pozzo

C’è qualcosa di così profondamente non cinematografico, nel Dune di Denis Villeneuve. Qualcosa che è cristallinamente sintomatico di un problema serio e non certo nuovo: la serializzazione del cinema. Cioè a dire come il linguaggio del cinema, prevalentemente mainstream, venga contaminato da quello delle serie televisive nella forma, nei ritmi, nel contenuto (quando c’è), rifuggendo come una pestilenza una qualunque parvenza di compiutezza: tutto deve continuare ad infinitum, e tutto si regge su ciò che è stato e/o verrà dopo (a tal proposito, e per restare in tema Villeneuve, si veda anche il deludentissimo sequel di Sicario del nostro Stefano Sollima, che grazie a Dio è tornato in patria con Adagio).

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