Festival di Cannes 2024, i vincitori: Palma d’oro ad Anora di Sean Baker

La 77esima edizione del Festival di Cannes ha incoronato il regista americano Sean Baker con la Palma d’oro per Anora. Il cinema made in Usa è stato grande protagonista anche con il premio alla carriera a George Lucas, consegnato dalle mani dell’amico Francis Ford Coppola, che invece esce da Cannes a mani vuote: niente da fare per Megalopolis e anche Paolo Sorrentino con il suo Parthenope resta a bocca asciutta. Ecco tutti i vincitori di Cannes 2024:

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longtake FILM FESTIVAL 2023, ecco il programma e il calendario

Con la quinta edizione, torna longtake FILM FESTIVAL, che si terrà a Milano presso il Cinemino (Via Seneca, 6) dal 15 al 17 dicembre. Organizzato dagli amici di longtake, prevede tre giorni di film inediti in sala ed eventi speciali. Quattro i film in concorso, a partire dall’apertura affidata a Showing Up di Kelly Reichardt, oltre a titoli classici scelti dal pubblico e alla premiazione del concorso per giovani critici intitolato a Marco Valerio. Di seguito, il programma completo e il calendario del longtake FILM FESTIVAL.

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Sognielettrici 2023, Bruce Sterling e Licia Troisi ospiti dell’edizione

La seconda annata di Sognielettrici – Festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza, si svolgerà da lunedì 16 a sabato 21 ottobre. La location è l’Università IULM di Milano (IULM 6 – via Carlo Bo, 7) con ingresso gratuito. L’attualissima domanda di ispirazione dickiana “Le intelligenze artificiali sogneranno pecore elettriche?” è lo spunto che dà il la all’edizione. Tra gli ospiti, due supernomi come Bruce Sterling e Licia Troisi, protagonisti di due masterclass.

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Ciné 2023 parte IV – A Riccione i listini di Warner, I Wonder, Wanted e Movies Inspired

Foto di Fabio Demitri
 

Chiudiamo il nostro speciale dedicato alle Giornate di cinema di Riccione con questa quarto capitolo dedicato ai listini presentati a Ciné 2023. La chiusura della manifestazione è stata all’insegna del rosa shocking di Barbie, il film senza dubbio più atteso di Warner Bros. Ancora alle prese con i festeggiamenti per i suoi 100 anni, la casa americana sta puntando tantissimo sul film di Greta Gerwig con Margot Robbie e Ryan Gosling dedicato alla celebre bambola Mattel, al centro di un lungo tour mondiale. Sul palco del Palazzo dei congressi è andato in scena un vero e proprio spettacolo dedicato al film che, insieme a Oppenheimer, è il più atteso dell’estate (soprattutto in Usa, dove curiosamente i due film escono in contemporanea).

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Ciné 2023 parte III – I listini di Disney, Fandango, Lucky Red, BIM, Plaion, Europictures, Vertice 360 e Magnitudo

Foto di Fabio Demitri

Il nostro speciale su Ciné 2023 continua: le Giornate di cinema di Riccione sono un momento per fare il punto sulla situazione cinematografica, oltre che per vedere quali saranno le proposte della nuova stagione e il futuro che ci attende in sala. In questa terza puntata partiamo con Disney, che celebra i suoi 100 anni con un’offerta variegata, forte delle plurime acquisizioni che oggi la vedono padrona di Marvel, LucasFilm e Fox/Searchlight. 

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Ciné – Giornate di cinema 2023 parte I: i listini di Universal, 01, Eagle e Adler
Foto di Fabio Demitri

Anche quest’anno siamo stati a Ciné, le Giornate di cinema di Riccione che tra presentazioni dei nuovi listini, anteprime, tanti ospiti del cinema italiano, party e momenti di aggregazione sono – insieme alle omologhe Giornate di Sorrento a dicembre – l’evento in cui l’industry della settima arte si confronta con se stessa e si proietta verso il futuro. Così, tra una convention, una piadina generosamente offerta dall’organizzazione, qualche gadget (veramente pochini, quest’anno) e un cocktail sulla splendida terrazza con vista mare del Palazzo dei congressi, distributori, esercenti e giornalisti hanno offerto e ricevuto una panoramica della nuova stagione. Con un leitmotiv che ha accompagnato tutta la 12esima edizione: la rivoluzione di un cinema che si sta riprendendo dalla batosta Covid e che, finalmente anche in Italia, in estate non va in vacanza.

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Il Cinema ritrovato festival 2023 a Bologna, il programma

"Il Cinema Ritrovato": il programma 2023 fra grandi proiezioni e ospiti  straordinari

Per gli amanti della storia della settima arte uno dei festival più belli e suggestivi è da sempre il Cinema Ritrovato di Bologna, la cui 37esima edizione si tiene dal 24 giugno al 2 luglio (ma in realtà si comincia già il 19 giugno e si prosegue sino a domenica 9), con una programmazione davvero ricca e interessante. La manifestazione organizzata dalla Cineteca di Bologna, dedicatra a film restaurati e omaggi al cinema del passato, si snoda in varie location tra cui spicca la Piazza Grande, teatro di proiezioni gratuite serali e cineconcerti che rappresentano le chicche del festival. Tra gli ospiti di quest’anno, Joe Dante, Luca Guadagnino, Wim Wenders, Pino Donaggio, Pupi Avati.

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Taormina Film Fest 2023, ecco il programma

 

Torna dal 23 giugno al 1 luglio il Taormina Film Fest, evento organizzato dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia (che poche settimane dopo darà il via anche a Taormina Arte). La 69esima edizione vedrà molti ospiti, tra cui Harrison Ford, John Landis e Willem Dafoe.

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Filming Italy Sardegna Festival 2023: Richard Gere e Rosario Dawson ospiti, madrina Francesca Chillemi

filmingitaly2023

Siamo stati al Festival di Cannes, ospiti dell’Italian Pavillion, per assistere all’evento che ha anticipato il programma di Filming Italy Sardegna 2023. La sesta stagione della manifestazione organizzata e diretta da Tiziana Rocca si terrà a Cagliari dal 22 al 25 giugno 2023, nelle location di Forte Village e Notorious Cinemas. Nel segno del cinema italiano ma anche dello star system hollywoodiano, presente con tanti big a partire dalla splendida Rosario Dawson: la Ahsoka nella omonima e imminente serie Disney+/LucasFilm sarò infatti ambasciatrice di Filming Italy. 

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Riviera International Film Festival 2023 a Sestri Levante, il programma

Riviera International Film Festival 2023: "Spirit of Tomorrow" - la  Repubblica

 

 

Dall’anteprima de La caccia agli incontri con Emily Mortimer e Anna Foglietta, torna il Riviera International Film Festival, dal 9 al 14 maggio. Eventi, incontri, film in concorso e ospiti prestigiosi animano la manifestazione che ha luogo nella splendida cornice di Sestri Levante, in Liguria. Quattro, in particolare, le masterclass, con Moby (“La Musica e l’Arte dell’Attivismo: Una Conversazione con Moby”), Francesca Comencini e Paki Meduri (La regia come evoluzione di un’idea – dalla moodboard alla produzione), Ludovica Rampoldi (Come si costruisce una storia), Emily Mortimer (La vita di un’attrice, scrittrice e regista: tra fallimenti e prime bozze). Di seguito, il programma e i titoli.

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Far East Film Festival 2023, la nostra Top 10

 

A cura di Valeria Morini e Matteo Soi

Chiudiamo il nostro speciale sul 25esimo Far East Film Festival con la nostra personale Top Ten tra i titoli che abbiamo visto. Da sempre quello di Udine è uno dei nostri festival preferiti, un’occasione unica per seguire (da qualche anno anche online, per fortuna) una cinematografia variegata e affascinante come quella dell’Estremo Oriente. Ecco dunque i nostri favoriti, nella speranza di un’uscita in sala e in attesa del prossimo Feff che si terrà dal 19 al 27 aprile 2024.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di Full River Red

Full River Red

Scelto come titolo di chiusura, tra i film del 25esimo Far East Film Festival Full River Red  è certamente quello diretto dal più celebre tra i registi in concorso. Parliamo di Zhang Ymou, probabilmente il più noto cineasta cinese, in passato capace di passare dal fine cinema intimista (Lanterne rosse rimane il suo classico più noto) a kolossal wuxia pian di struggente bellezza come Hero La foresta dei pugnali volanti. Ultimamente si è incartato in un cinema che è ripetizione e maniera di se stesso, per giunta intrappolato in un sistema cinematografico nazionale fortemente propagandistico. Il timore che Zhang fosse cantore della Storia cinese e al contempo “regista di regime” anche in Full River Red era alto, e in parte concretizzatosi, specialmente nella parte finale del film. Almeno per i primi due terzi, però, la pellicola è una piacevolissima sorpresa, nonché una lezione di regia notevole.

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Abang e Adik, la recensione del film di Jin Ong

 

di Matteo Soi

Dopo una consolidata esperienza in ambito musicale, il malese Jin Ong esordisce alla regia con un lungometraggio sorprendente capace di raccontare le due facce di una metropoli come Kuala Lumpur dove, all’ombra della città moderna e più ricca, si cela la città più povera dove si lotta ogni giorno per sopravvivere. È qui che si svolgono le vicende dei due protagonisti: Abang è sordomuto e lavora costantemente per mettere da parte quanto basta nella speranza di ottenere prima o poi un documento di identità. Adik, suo fratello, ha un carattere quasi all’opposto e preferisce guadagnare prostituendosi o dedicandosi ad attività illegali.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di Deleter

Nadine Lustre in 'Deleter': Watch First Teaser for Mikhail Red's  Techno-Horror Film (EXCLUSIVE)

Si potrebbe commettere un grave errore a sottovalutare Deleter di Mikhail Red riducendolo ad un horror di fascia medio bassa che attinge senza sforzi al sottogenere dei fantasmi vendicativi tipico del cinema asiatico. Forse è troppo scomodare esempi illustri, ma già nei primi anni 2000 Kiyoshi Kurosawa con il suo Kairo predisse dove ci avrebbe condotti internet con la promessa di annullare le distanze tra le persone andando invece ad isolarci ulteriormente creando nuovi fantasmi dietro e davanti allo schermo. Probabilmente non poteva immaginare dove ci avrebbe poi condotti il progresso proseguendo su quella strada, la diffusione di strumenti con i quali accedere a Internet in ogni momento e in ogni luogo, registrare, registrarsi, catturare il momento e condividerlo in differita o i live.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di You & Me & Me

You & Me & Me

Si chiamano curiosamente You e Me e sono gemelle: praticamente indistinguibili, se non per un neo sul viso, sono le protagoniste di questa commedia dolceamara proveniente dalla Thailandia e vista al Far East Film Festival 25. Le due adolescenti vivono in simbiosi, escogitano trucchi giocando sulla loro somiglianza e, in un momento particolamente difficile per la loro famiglia (i genitori sulla soglia della separazione), conoscono un coetaneo mentre sono in vacanza nel paesino rurale della nonna. Di chi tra le due Mark s’innamora veramente?

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Far East Film Festival 2023, la recensione di A Light Never Goes Out

A Light Never Goes Out (2022) - IMDb

La morte non è la fine della vita quando la vita resiste nel ricordo. Ed il ricordo è quella traccia che lasciamo di noi nel mondo e nelle vite delle persone. Per Bill quella traccia, luminosa, è rappresentata dalle insegne al neon che nel suo laboratorio fabbrica da una vita e con le quali ha contribuito a rendere unica la sua Hong Kong illuminando le strade e i palazzi. Dopo la sua morte alla moglie non rimane che l’officina, un giovane apprendista e tanti debiti. Ma non può lasciarsi tutto alle spalle se non realizza l’ultimo desiderio del marito, restaurare una vecchia insegna ormai da tempo dismessa.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di Sri Asih

Disamping Suksesnya Film Sri Asih, Ada Beberapa Kritik Dari Penonton -  Kulturnativ

Vissuta in orfanotrofio dopo la morte dei genitori naturali, Alana viene adottata e cresciuta dalla madre adottiva che la allena per farla diventare un’esperta lottatrice. Ma in realtà la ragione dei continui allenamenti sono legati al fatto che la ragazza è destinata a diventare l’incarnazione della dea Sri Asih e a contrapporsi alle forze che vogliono risvegliare la dea del fuoco, sua antagonista.

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Beau ha paura di Ari Aster, la recensione del film con Joaquin Phoenix

A cura di Francesco Pozzo

Ari Aster è un regista che si è fatto notare, facendo il botto, con un horror assai sopravvalutato che partiva benino per poi schiantarsi miseramente: quell’Hereditary rigorosamente targato A24 (sinonimo di cinema lucido, stirato, patinato e fintamente autoriale, e di scelte furbissime congegnate per solleticare il palato e l’immaginazione del fruitore più occasionale e sprovveduto, tralasciando qualche lodevole eccezione come i bellissimi The Lighthouse, First Reformed, Pearl, Diamanti grezzi…) che già era un forte indicatore, se non una vera e propria dichiarazione d’intenti, dell’abissale (e ridicola) pretenziosità connaturata alla poetica – chiamiamola così – di questo giovane filmmaker: un parabola surreal-orrorifica e (naturalmente) ultra-citazionista come ce ne sono tante ammantata però di quell’aura solenne di cinema intimista e rigorosamente dilatato (perché il genere, ricordiamolo sempre, va “nobilitato”: non è accettabile così com’è) che funziona, per l’appunto, per il gusto non particolarmente sofisticato di un pubblico mainstream, ma che non può che far alzare il sopracciglio dello spettatore più allenato e abituato a masticare cinema autentico come quello di Roeg, Kobayashi, Kubrick (perdonali, ché non sanno quello che fanno), Bergman, Polanski, Russell, Żuławski (ma pure dello stesso Rob Zombie dei tempi d’oro, suvvia!) e di tutta quella serie di nomi abusati ed eccessivamente altisonanti da cui Aster attinge costantemente a piene mani (non che ci sia nulla di male, purché lo si sappia fare) credendosi lì, al loro livello, di diritto (è ormai noto che la superbia di quest’uomo non conosce confini, ma è senz’altro in buona compagnia, nel panorama cinematografico attuale), ignorando completamente le coordinate del contegno e del buon senso, e dimenticandosi che Scorsese (il quale si professa fan di Aster: cosa non si deve fare per tenere vivo il cinema…), giusto per dirne uno, è approdato alle tre ore e mezza di The Irishman dopo cinquant’anni di onorato servizio (ma non è questo, o perlomeno non soltanto, il problema nodale: ma ci arriveremo).

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Far East Film Festival 2023, la recensione di Where the Wind Blows

Where the Wind Blows

Trent’anni di storia di Hong Kong, con l’ascesa di due funzionari di polizia dall’occupazione giapponese ai ’70, in un vortice di corruzione e convivenza violenta tra tra forze dell’ordine e Triadi. È il sontuoso e ambiziosissimo affresco di Philip Yung che non poteva mancare al Far East Film Festival, certamente tra i film più attesi dell’edizione anche per il duo di protagonisti al centro di questa carrellata storica: Aaron Kwok (attore per Andrew Lau, Johnnie To e altri) e soprattutto l’iconico Tony Leung Chiu-wai, che sarà investito del Leone alla carriera alla prossima Mostra di Venezia.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di The Sunny Side of the Street

The Sunny Side of the Street (白日青春, Lau Kok-rui, 2022) – Windows on Worlds

Hong Kong è grande protagonista di questa 25esima edizione del Far East Film Festival, con ben otto pellicole presenti di cui sei inserite nella sezione New Waves, nell’ottica di promuovere una cultura e una cinematografia che cerca di restare autonoma dalla Cina. Non tutto ciò che viene dall’ex colonia è di alta qualità, ma se già la presenza del grande Anthony Wong vale il prezzo del biglietto questo The Sunny Side of the Street è di per sé una delle cose più piacevoli e toccanti viste nei primi giorni del festival.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di A Guilty Conscience

A Guilty Conscience

Un legal drama con punte di commedia è una carta vincente, come ci ha insegnato il recente e bellissimo Argentina, 1985. Il film di Jake Ng A Guilty Conscience presentato al Far East Film Festival 25 non è così ambizioso e non racconta fatti storici, ma più semplicemente la parabola di riscatto di Adrian Lam, magistratucolo che non ha mai fatto carriera, alle prese con il nuovo ruolo di difensore di una donna accusata dell’omicidio della figlioletta. Inizialmente troppo pigro e incapace per farla assolvere, riprenderà in mano il caso mettendosi contro una ricca e potentissima famiglia che ha insabbiato la verità.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di Phantom

Phantom, un remake che punta tutto sul lato glamour e action, a scapito  della credibilità storica - MYmovies.it

Prendete una variazione sul tema al meccanismo del “whodunit” di Agatha Christie con un tot di personaggi “in trappola” in un’unità di luogo e di tempo, un bel cast corale, affascinanti costumi d’epoca da period drama, un po’ di Storia (l’occupazione giapponese in Corea) riadattata ai ritmi di un action movie e avrete Phantom, spy story coreana diretta da Lee Hae-young presentato al 25esimo Far East Film Festival.

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Far East Film Festival 2023, la recensione di She Is Me, I Am Her

She is Me, I Am Her

Quattro episodi per raccontare la vita ai tempi del Covid, ma soprattutto quattro storie sulla solitudine, i rimpianti, il bisogno d’amore, le fragilità umane che la pandemia non ha fatto che enfatizzare e rendere più difficili da affrontare. La regista Nakamura Mayu si inserisce nel solco del recente cinema giapponese più intenso e intimista che sta raccogliendo grandi risultati a livello internazionale, da Hirokazu Kore’eda a Ryusuke Hamaguchi. Questo She Is Me, I Am Her, presentato al Far East Film Festival 25, nasce da un cortometraggio cui se ne sono aggiunti altri tre, per formare un film antologico dalla durata risicata (solo 69 minuti, che appaiono quasi una scelta controcorrente in un momento in cui nel cinema pare che il minutaggio diluito e torrenziale sia una conditio sine qua non).

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Far East Film Festival 2023, la recensione di The Sales Girl

The Sales Girl - Film (2021) - MYmovies.it

Per la seconda volta nella sua storia, il Far East Film Festival ha schierato nella sua selezione un film proveniente dalla Mongolia (il primo fu Operation Tatar). Del Paese più isolato al mondo, The Sales Girl ci presenta un’immagine totalmente lontana da quella che visualizziamo abitualmente. Anziché portarci nei suoi orizzonti rurali, semideserti e pastorali, il film di Janchivdorj Sengedorj ci cala in un mondo ormai urbanizzato, una Ulan Bator che somiglia – forse sin troppo – a una città di qualsiasi altra nazione del resto del mondo. 

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Far East Film Festival 2023, ecco il programma

Far East Film Festival 2023 | MYmovies.it

Sono pochi i festival cinematografici che attendiamo con più ansia e gioia del Far East Film Festival: alla sua 25esima edizione, la manifestazione di Udine dedicata al cinema dell’estremo oriente torna dal 21 al 29 aprile, col Gelso alla carriera all’attrice Baisho Chieko e un programma che si snoda attraverso 78 film dei quali 42 in concorso (e di cui una ventina disponibili anche online su Mymovies: li consigliamo a tutti coloro che non possono recarsi in Friuli). Ad aprire il festival, Ajoomma di He Shuming, prima co-produzione tra Corea del Sud e Singapore, ma l’opening night schiera anche un secondo titolo, la black comedy Bad Education di Kai Ko. Il film di chiusura è invece il nuovo film di Zhang Yimou, il period drama Full River Red.

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Florence Korea Film Fest 2023, il programma

Dal 30 marzo al 7 aprile, torna a Firenze il Korea Film Fest, che porta nel capoluogo toscano un ricco spaccato della cinematografia dello stato asiatico. In presenza e parzialmente online su Mymovies, il festival è anche ricco di ospiti, tra cui spicca quest’anno il Maestro Bong Joon – ho, protagonista di una masterclass. In programma troviamo anche un omaggio all’attore Park Hae-il, il protagonista dello splendido Decision to Leave di Park Chan-wook. Di seguito, il calendario delle proiezioni e degli eventi.

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FESCAAAL 2023: il programma del Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina

FESCAAAL 2023: i vincitori - Moviemag.it

Sono i tre continenti meno “considerati” quando si parla di film. Perché il cinema non è solo Europa e Stati Uniti, e il FESCAAAL di Milano, giunto alla sua 32esima edizione, ce lo racconta bene. Collocato tra alcune location (Auditorium San Fedele, Arlecchino) e la piattaforma di MYmovies, il Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina, dal 18 al 26 marzo, presenta un programma variegato come il caleidoscopio di culture che rappresenta: si parte con Il frutto della tarda estate, da Cannes 2022 (sulle contraddizioni della Tunisia contemporanea), e si chiude con un’altra pellicola vista al festival francese, l’acclamato film iraniano Leila’s Brothers. I due rispettivi registi Erige Sehiri e Saeed Roustaee assegneranno il premio del Concorso Lungometraggi.

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Sguardi Altrove 2023, il programma

Torna, dal 10 al 18 marzo, Sguardi Altrove Film Festival, manifestazione dedicata al cinema a regia (quasi esclusivamente) femminile. L’appuntamento è a Milano, con una serie di location sparse sul territorio meneghino (nei Cinema Arlecchino, Beltrade, Il Cinemino, Auditorium San Fedele, presso Identità Golose e a Rho). Madrina di questa edizione sarà l’attrice e regista Donatella Finocchiaro, mentre tra gli ospiti appariranno la regista Roberta Torre, l’attrice Rocio Munoz Morales, la regista e montatrice Esmeralda Calabria. Sostenibilità ambientale e inclusione sono i due leitmotiv dell’edizione, con focus importanti sul tema dell’acqua e sulla questione dei diritti in Iran. Evento speciale di pre-apertura, il 9 sera, sarà invece il film in anteprima Educazione Fisica alla presenza, insieme al regista Stefano Cipani, dei protagonisti Giovanna Mezzogiorno, Claudio Santamaria e Sergio Rubini. Di seguito, il programma integrale.

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Berlinale 2023, i premi: Orso d’Oro a Sur l’Adamant

Festival di Berlino 2023, Orso d’oro a ‘Sur l’Adamant’ di Nicolas Philibert. Miglior contributo artistico all’italiano ‘Disco boy’

Ancora un documentario, dopo All the Beauty and the Bloodsheed a Venezia 2022, vince un grande festival internazionale. Il francese Sur l’Adamant di Nicholas Philibert ha conquistato l’Orso d’oro alla 73esima edizione della Berlinale, mentre l’italiano Disco Boy ha meritato un premio alla fotografia. Un’annata, quella del festival di Berlino, che è tornata in grande spolvero dopo le restrizioni della pandemia, con un contorno di grandi star sul red carpet da Cate Blanchett a Helen Mirren e John Malkovich (senza tralasciare il premio alla carriera a Steven Spielberg). Ma anche con tanti messaggi politici, contro l’invasione russa in Ucraina e il regime iraniano. Questi i premi assegnati dalla giuria guidata da Kristen Stewart.

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Animaphix, International Animated Film Festival 2022: il programma

animaphix

Dal 29 al 31 luglio, Villa Cattolica – Museo Renato Guttuso di Bagheria ospita la prima parte di Animaphix – International Animated Film Festival con il format inedito Pittura Animata, che promuove la produzione, la conoscenza e la diffusione del cinema d’animazione artistico nella sua declinazione pittorica, come una delle forme espressive più innovative e sperimentali del Novecento.

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Al via la XXIV edizione di INVIDEO, Mostra internazionale di video e cinema oltre

InvideoSi svolgerà dal 29 ottobre al 9 novembre la XXIV edizione di INVIDEO, Mostra Internazionale di video e cinema oltre diretta da Romano Fattorossi e Sandra Lischi e divenuta negli anni una tra le più autorevoli rassegne del variegato universo della produzione video sperimentale contemporanea. L’edizione di quest’anno è dedicata alla memoria di Alberto Signetto, artista e documentarista scomparso a gennaio, da sempre al fianco della manifestazione. Per lui un omaggio speciale che include la presentazione di Sympathy for Red Rhino, affettuoso ritratto dell’autore, della sua poetica e del suo immaginario realizzato dalla regista torinese Marilena Moretti.
Come ogni anno, il programma della kermesse comprende una ricca SELEZIONE INTERNAZIONALE: saranno proposte al pubblico 34 opere, provenienti da diversi Paesi tra cui l’Italia, con ben 11 produzioni.
Molti gli autori ospiti del festival, anche grazie al sostegno dei centri culturali coinvolti. Tra gli altri: Thorsten Bauer, Erich Busslinger, Leonardo Carrano, Gérard Courant, Chiara Cremaschi, Janna Schmidt, Giuliano Scabia.

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Cosa sanno i Festival che noi non sappiamo?

 Nel corso dello splendido documentario From Caligari to Hitler, tratto dal libro di Siegfried Kracauer, la voce off ci pone la medesima domanda per almeno tre volte: cosa sa il cinema che noi non sappiamo? Nel 2014 esiste qualcosa che il medium cinematografico può ancora insegnarci? Traslando il quesito, ci pare lecito allargare il discorso ai Festival, che nascono spesso dal basso con budget ridottissimi e dei quali a volte si fatica a comprendere la funzione.

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UNA PROMESSA di Patrice Leconte (2013)

locandina-promessaL’eclettico sceneggiatore e regista francese Patrice Leconte, reduce dalla sezione “fuori concorso” di Venezia 70, arriva in sala presentando una pellicola sentimentale di stampo classicoUna promessa segna il ritorno dell’autore al cinema classico dopo il film di animazione La bottega dei suicidi, che suscitò non poche polemiche. Basato sul romanzo Le Voyage dans le passé (1929) dello scrittore austriaco Stefan Zweig, il film narra la vicenda di un giovane laureto che, nella Germania di inizio ‘900, prova un sentimento di amore puro verso la bella moglie dell’anziano industriale che gli ha garantito protezione e sicurezza economica, assumendolo come segretario privato nella sua acciaieria. Fugaci esplosioni di passione e lunghi periodo di lontananza tra i due si risolveranno nel tanto desiderato happy ending.

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PASOLINI di Abel Ferrara (2014)

Presentato in concorso a Venezia 71 e destinato a suscitare polemiche infinite, sia per il regista che per l’oggetto filmico: Pasolini di Abel Ferrara racconta gli ultimi giorni di vita di uno dei personaggi più importanti e controversi del XX secolo. Scrittore, poeta, saggista, regista: Pier Paolo Pasolini ha dato un contributo fondamentale alla vita artistica e intellettuale di un paese sull’orlo del baratro (i cosiddetti anni di piombo), denunciandone le contraddizioni e l’immobilismo. Le difficoltà nell’affrontare la biografia (seppur nel senso non tradizionale) di una personalità così strutturata erano evidenti ma, certamente, nessuno poteva aspettarsi lo scempio che in effetti è stato realizzato.

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JOE di David Gordon Green (2013)

“Fuck to this day.”

Arriva in sala, un anno dopo la presentazione a Venezia 70 e il passaggio al Toronto Film Festival, Joe di David Gordon Green, tratto dall’omonimo romanzo del 1991 di Larry Brown. Star della pellicola, Nicolas Cage, atteso al varco dopo una serie di interpretazioni non propriamente riuscite. E il risultato, sorprendentemente, non delude, anzi.

Joe Ransom è un solitario ex galeotto. La sua squallida quotidianità è composta da lavoro, saltuari appuntamenti con prostitute e con il solito bar, televisione, tempo dedicato al suo adorato bulldog, fino a quando questa personalissima ritualità è messa in crisi dall’incontro con Gary (Tye Sheridan), quindicenne provato da una vita difficile a causa di un padre alcolizzato, una madre succube e una sorella muta e problematica. Tra i due nasce un legame profondo e Joe diventa una sorta di padre putativo per il ragazzino: il rapporto causerà però una serie di drammatiche conseguenze.

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IL SUPERPAGELLONE DI VENEZIA 71

a-pigeon-sat-Eccoci, immancabilmente, con il nostro superpagellone dei film visti alla 71^ Mostra del Cinema di Venezia, appena conclusasi. La redazione di I-FILMSonline in trasferta al Lido si dimostra in linea con la scelta della giuria del festival, che ha insignito del Leone d’Oro A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson, film che si guadagna la nostra miglior media voti. Graditissimi anche Birdman di Iñárritu,  Il giovane favoloso di Martone e Belluscone. Una storia siciliana di Maresco, più controverso il giudizio su Fires On the Plain di Tsukamoto. Le delusioni più cocenti sono senza dubbio Hungry Hearts di Costanzo, 3 Coeurs di Jacquot, Pasolini di Abel Ferrara e Good Kill di Niccol. In definitiva, un’edizione mediocre e poco soddisfacente, seppure in grado di regalare, qua e là, lampi di gioia. Eccovi tutti i voti di Venezia 71!

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LA GELOSIA di Philippe Garrel (2013)

locandina-La-gelosiaArriva in sala, dopo la presentazione al Festival di Venezia 2013, il francese Philippe Garrel con il suo La gelosia: protagonisti, il figlio Louis, ormai una costante nella filmografia paterna, e un’ottima Anna Mouglalis. Louis, trentenne in crisi con la compagna Charlotte, da cui ha avuto una figlia, inizia una relazione con una attrice ormai decaduta. L’iniziale coinvolgimento da parte di entrambi lascia ben presto spazio alla noia e all’inquietudine, facendo naufragare il rapporto. Dopo aver tentato il suicidio, forse Louis sarà in grado di ricominciare a vivere.

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WE ARE THE BEST di Lukas Moodysson (2013)

locandina-we-are-the-bestIl regista svedese Lukas Moodysson si è costruito nel corso degli anni un piccolo spazio all’interno del nuovo cinema d’autore europeo, facendo conoscere film come Fucking Amal – Il coraggio di amare e Together – Insieme grazie alla loro presenza nei festival più importanti come Berlino e Venezia.

Con We Are the Best!, ultima pellicola in ordine di tempo di Moodysson e presentata nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2013, l’autore svedese riprende tematiche a lui care come la ribellione a strutture sociali prestabilite adattandola a un’età contraddittoria come l’adolescenza.

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MAPS TO THE STARS di David Cronenberg (2014)

Più che alle storie di Don DeLillo (già fonte di ispirazione per il precedente Cosmopolis) o di James Ellroy, Maps To The Stars rimanda mirabilmente ai vaporosi universi creati dall’autrice britannica Jackie Collins in romanzi come Seta e diamanti. Il film di David Cronenberg, chiaramente, ne rappresenta una deriva iperbolica e malata: ma negli intrecci del plot, che scannerizzano e distruggono gradualmente i già precari equilibri di una attrice un po’ agée (Julianne Moore) e di una famiglia composta da padre santone (John Cusack), madre apparentemente  inflessibile (Olivia Williams) e child star tredicenne (Evan Bird), si intravede una goduta superficialità che non disturba e che rende formidabile la prima parte del film. I due nuclei sono accomunati dalla presenza disturbante del personaggio interpretato da Mia Wasikowska (figlia disconosciuta della coppia e assistente della diva), dalla residenza in quello che è forse il posto meno attraente di sempre – Hollywood – e dalla visione di spettri legati al passato, che famelicamente divorano ogni loro residuo di serenità.

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LE MERAVIGLIE di Alice Rohrwacher (2014)

locandina-le-meraviglieAccolto da dodici fantomatici minuti di applausi alla proiezione ufficiale di Cannes ma disprezzato dalla stampa francese, che lo ha relegato all’ultimo posto nella classifica che somma tutti i voti assegnati dalle testate d’oltralpe, Le Meraviglie  di Alice Rohrwacher era atteso con una certa curiosità sulla Croisette. L’opera precedente della regista toscana, infatti, era quel Corpo Celeste che, nel 2011, pur con una certa programmatica ridondanza, aveva lasciato intravedere i frutti, ancorché acerbi, di un possibile giovane talento autoriale made in Italy. Un esordio che dimostrava una discreta forza visiva, dove forma e contenuto dialogavano con sicurezza, e che, nonostante qualche simbolismo di troppo, denotava  un innegabile coraggio registico da parte della minore delle due sorelle Rohrwacher. Un coraggio totalmente assente in questa sua seconda prova, che sancisce, purtroppo, un decisivo passo indietro nella breve carriera della regista.

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GRACE DI MONACO di Olivier Dahan (2014)

locandina-GraceDiciamolo subito, a scanso di equivoci, facendo finta che non lo sapessimo già: Grace di Monaco, proiezione d’apertura all’edizione numero 67 del Festival di Cannes, è un film in larga parte prevedibile, assolutamente manierato nelle sue pose glamour, né più né meno di ciò che ci si potrebbe aspettare da un’operazione del genere. Confezione impeccabile, paillettata ma senza stonare con l’eccesso di lustrini. Sorretta, si fa per dire, da una raffinatezza di sola facciata, che può contare solo sui molteplici tentativi di abbagliare lo spettatori con svolazzi vari, non tutti a dire il vero perfettamente a segno. Un prodotto del quale non si fatica più di tanto ad immaginare le coordinate base, sommando i fattori e facendo due più due. Il problema, in casi come questi, sta nel manico di chi si dedica a un racconto con tali caratteristiche, basato su personaggi d’alto lignaggio e sulle loro questioni più private che pubbliche. Molto spesso si predilige un approccio didattico e superficiale, relativo più alla vulgata comunemente diffusa intorno all’icona di turno che ad un reale approfondimento psicologico e, di riflesso, storico, perfino (magari!) storico-politico. Perché le due tipologie di focus, checchè se ne dica o se ne voglia credere, vanno molto spesso a braccetto, con messe a fuoco di carattere naturalmente differente ma il più delle volte complementare.

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LOVELACE di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (2013)

locandina-lovelacePresentato in anteprima al Festival di Berlino 2013 Lovelace, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman, racconta la vita di Linda Lovelace (al secolo Linda Susan Boreman, interpretata da Amanda Seyfried), star del celeberrimo Gola Profonda (film che rivoluzionò il panorama cinematografico mondiale) dalla quotidianità in una famiglia di stampo religioso, all’incursione nel porno dopo l’incontro con il futuro marito Chuck Traynor (Peter Sarsgaard), alla redenzione con conseguente abbandono di un mondo sporco e perverso descritto nel libro Ordeal (1980), in cui la Lovelace denuncia le violenze subite da Traynor, il quale la costrinse a girare pellicole a luci rosse tra botte e minacce.

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LOCKE di Steven Knight (2013)

locandina-Locke“Bisogna essere forti, non conta cosa pensano gli altri. Guarda e impara.”

Non è sempre necessario ricorrere a temi sensazionalistici o scabrosi (ormai usurati) per scuotere e far riflettere. Lo dimostra Steven Knight, già sceneggiatore per Stephen Frears (Piccoli affari sporchi), Michael Apted (Amazing Grace) e David Cronenberg (La promessa dell’assassino), con Locke, presentato fuori concorso allo scorso Festival di Venezia; protagonista assoluto, un Tom Hardy in stato di grazia, attore ormai affermato e ampiamente apprezzato da critica e pubblico in uno dei suoi ruoli più impegnativi e riusciti.

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L’ELEMENTO DEL CRIMINE di Lars von Trier (1984)

locandina-elemento-del-crimineGiovedì 10/04/14, ore 23.35, IRIS

 

Presentato in concorso al 37º Festival di Cannes, L’elemento del crimine è il lungometraggio d’esordio di Lars von Trier, controverso cineasta danese capace di manifestare il suo debordante talento già a ventotto anni.

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MOEBIUS di Kim Ki-duk (2013)

locandina-moebiusSabato 05/04/14, ore 1.20, RAITRE

 

“I am the father, the mother is I, and the mother is the father.” La disgregazione di una famiglia analizzata dall’occhio spietato di Kim Ki-duk.

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NYMPH()MANIAC VOL. I di Lars Von Trier (2014)

NYMPHOMANIAC-Character-PosterSi dirà che è troppo facile parlare male di questo film. Si dirà, anzi che è un film fatto apposta per farsi distruggere. Per irritare, provocare e scuotere chissà quali rimossi della coscienza. Si dirà che Lars Von Trier, ancora una volta, gioca a infastidire compiacendosi delle critiche e che criticandolo si farà il suo gioco.

 

Tutto vero e giusto, ma purtroppo non ci sono alternative, o meglio: l’unica alternativa a stroncare Nymph()maniac Vol. I è ignorarlo. Perché è un’opera talmente vacua e priva di contenuti che, in effetti, un’analisi delle sue mancanze potrebbe risultare in uno spreco di tempo ed energie.

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IL SALARIO DELLA PAURA di William Friedkin (1977)

locandina-il-salario-della-pauraGiovedì 06/02/14, ore 21.15, RAI MOVIE

 

Proiettato allo scorso Festival di Venezia in occasione del Leone d’Oro alla carriera conferito a William Friedkin, Il salario della paura rappresentò un passo falso nella carriera del regista americano, reduce dai successi di Il braccio violento della legge e L’esorcista: costato 22 milioni di dollari, ne incassò poco più di 6.

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BLANCANIEVES di Pablo Berger (2012)

locandina-blancanievesMercoledì 25/12/13, ore 23.10, RAITRE

 

“Ho visto Rapacità di Erich von Stroheim con un’orchestra sinfonica dal vivo e mi ha creato sensazioni uniche. Ho voluto ricrearle per il pubblico e per questo sono tornato alle grandi produzioni Anni ’20.”

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SPAGHETTI STORY di Ciro De Caro (2013)

locandina-spaghetti-storyValerio è un aspirante attore che si muove tra mille provini. Il suo amico Scheggia è un pusher che sembra già certo del suo futuro. Sua sorella Giovanna è una fisioterapista che sogna di lavorare come chef. La sua ragazza Serena è ancora studentessa ma già pianifica una famiglia insieme a Valerio. Dopo essere stato presentato in vari festival internazionali (Hong Kong, Mosca, Reykjavik), dove ha ricevuto premi e consensi unanimi, arriva nelle sale italiane l’opera prima del regista Ciro De Caro, una pellicola low budget indipendente e girata in soli 11 giorni di riprese.

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