IL GESTO DELLE MANI di Francesco Clerici (2015)

 

Presentato nella sezione Forum alla Berlinale 2015, Il gesto delle mani è un documentario realizzato da Francesco Clerici che per più di un’ora svela i segreti antichissimi dell’arte della scultura in bronzo presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano. Il film infatti segue il processo di creazione di un’opera d’arte ideata dallo scultore Velasco Vitali, dalla sua ideazione sino al suo trasporto presso il committente. Clerici, attraverso l’uso di uno stile sobrio, elegante, dilatato nei tempi da un montaggio quieto e contemplativo, effettua un vero paragone temporale accostando immagini di repertorio a quelle catturate da lui stesso.

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Berlinale 2015: IL GESTO DELLE MANI di Francesco Clerici e CENSORED VOICES di Mor Loushy

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Scritto da Simone Soranna

Presentato nella sezione Forum qui alla Berlinale 2015, Il gesto delle mani è un documentario realizzato da Francesco Clerici che per più di un’ora svela i segreti antichissimi dell’arte della scultura in bronzo presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano. Il film infatti segue il processo di creazione di un’opera d’arte ideata dallo scultore Velasco Vitali, dalla sua ideazione sino al suo trasporto presso il committente. Clerici, attraverso l’uso di uno stile sobrio, elegante, dilatato nei tempi da un montaggio quieto e contemplativo, effettua un vero paragone temporale accostando immagini di repertorio a quelle catturate da lui stesso.

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Il gesto delle mani, intervista a Francesco Clerici

 

Il gesto delle mani è un documentario del regista italiano Francesco Clerici che racconta l’arte della scultura in bronzo nella Fonderia Artistica Battaglia di Milano. Passato nella sezione Forum della Berlinale 2015, il film è stato insignito del Premio Fipresci, attribuito dalla Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica. Abbiamo intervistato il suo autore, che ci ha raccontato come è nato questo film dedicato a un argomento così particolare.

Puoi spiegarci bene come è nato il progetto? Da dove è venuta l’idea di seguire il lavoro della Fonderia Battaglia?

Il progetto è nato da tanti fattori mescolati. Però a livello di cronaca la genesi è molto semplice: da cinque anni lavoro con Velasco Vitali, artista contemporaneo molto attento – tra le tante cose – anche alla trasposizione migliore di un’idea (di un concetto artistico, o intuizione) alla sua materia e quindi rappresentazione (pittorica o scultorea che sia) più adatta. Lavorando con lui sono entrato in contatto con la Fonderia Battaglia già diversi anni fa: il luogo mi ha affascinato, come credo possa affascinare chiunque. Solo nel 2013 ho seguito la realizzazione di una delle sue sculture di cane dalla cera (che lui ritocca e cura sempre in prima persona e nei minimi dettagli) fino alla patina finale, attraverso passaggi per me piuttosto misteriosi e affascinanti, accarezzati da tanti gesti senza tempo in un luogo all’apparenza medioevale. Due settimane di lavoro e decine di sculture effimere per ottenere il risultato finale che tutti vedono solo nella sua versione finita. La fusione a cera persa è una di quelle sacche di resistenza al progresso e alla storia che mi hanno sempre affascinato: volevo da anni trovare una storia da poter raccontare soprattutto per immagini, portando avanti una via di documentario oggi poco battuta in italia e che invece a me piace molto.

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