TIM BURTON’S NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS: 20 anni dopo il Re delle Zucche è sempre Jack

 ‘Twas a long time ago,
Longer now than it seems
in a place that perhaps
you’ve seen in your dreams
For the story that you are about to be told
began with the holiday worlds of old
Now, you’ve probably wondered
where holidays come from.
If you haven’t I’d say
it’s time you begun.
For the holidays are the result of much fuss
and hard work from the worlds that create them us
Well you see now, quite simply
that’s all that they do,
making one unique holiday
especially for you
But once, a calamity ever so great
occured when two holidays met by mistake

 

 

E una porta a forma di zucca si apriva, portandoci per la prima volta in mezzo a fantasmi, streghe e mostri danzanti, spaventosi, ma allo stesso tempo affascinanti, rapendo i nostri occhi, prima del nostro cuore. Questo l’incipit – già di per sé da manuale di cinema – del film che ha cambiato la storia dell’animazione stop motion, che fino ad allora si credeva morta dai tempi di Ray Harryhausen, da molti consideratone l’inventore e padre. Tim Burton, che di Harryhausen è grande estimatore sin dall’infanzia, decide di realizzare finalmente un film interamente con questa complessissima tecnica d’animazione, fino a quel momento utilizzata solo per un cortometraggio, Vincent, nel 1982, quando ancora era animatore alla Disney.

 

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