Il ragazzo e l’airone di Hayao Miyazaki, la recensione

di Fabrizio Guida

Vedendo Il ragazzo e l’airone si intuisce perché Miyazaki abbia aspettato 10 anni dal suo ultimo lavoro, Si alza il ventoIl ragazzo e l’airone infatti è un progetto mastodontico, complice una scrittura molto complessa e un’immersione nella cultura tradizionale giapponese, un viaggio tra il reale e il fantastico in un universo meravigliosamente ricco di contenuti che lo Studio Ghibli fa brillare di una particolare ed emozionante luce.

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LA RICOMPENSA DEL GATTO di Hiroyuki Morita (2002)

 

Con un ritardo di 14 anni arriva finalmente nelle sale nostrane La ricompensa del gatto, di Hiroyuki Morita e prodotto da Hayao Miyazaki, un film d’animazione Ghibli sicuramente non al massimo delle sue potenzialità, ma che non trascura la sua poetica, regalando, seppur a sprazzi, un saggio dell’enorme qualità visiva che da sempre contraddistingue lo studio.

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I consigli home video di Gennaio 2015

** (S)CONSIGLIO DEL MESE **

SI ALZA IL VENTO (BLURAY)

Produzione: Lucky Red / Distribuzione: Warner

Video: 1.85:1 anamorfico 1080p

Audio: Italiano, Giapponese DTS HE 1.0

Sottotitoli: Italiano, Italiano non udenti

Extra: Storyboard, Conferenza stampa di fine lavorazioni

In attesa che si completi il progetto di portare in Italia tutti i film dello Studio Ghibli, la Lucky Red distribuisce l’ultima (in senso letterale) pellicola di Hayao Miyazaki in un’edizione inficiata da un difetto nel comparto video che poteva essere certamente evitato.

VIDEO: le immagini di Si alza il vento lasciano in più di un’occasione senza fiato per nitidezza, definizione e brillantezza nella resa dei colori, specie nelle sequenze diurne e oniriche. Si sfiora la perfezione se non fosse per un fastidioso e probabilmente evitabile difetto che si nota al minuto 16:34 dove compare un frame totalmente fuori posto. Peccato. Voto: 2/4

AUDIO/SOTTOTITOLI: per una scelta voluta dello stesso Miyazaki, l’audio è un semplice 1.0 ma la resa, sia nella versione doppiata che in quella originale, è comunque davvero buona e non fa rimpiangere i più blasonati mix multicanale. Voto: 3/4

EXTRA: come per tutti i film Ghibli, gli extra si presentano con lo storyboard completo del film. In aggiunta, solo per l’edizione in bluray, la conferenza stampa di fine lavorazioni dalla durata di un’ora e venti. Voto: 2,5/4

EDIZIONE: Si potrebbe parlare di uno degli acquisti obbligati del 2014 (il bluray è uscito a dicembre) ma il difetto presente nel video, per quanto piccolo, è segno di un prodotto fallato che, si spera, verrà ristampato come si deve. Ma se la cosa non vi turba, aggiungete pure un punto e mezzo alla valutazione finale. Voto: 2/4

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SI ALZA IL VENTO di Hayao Miyazaki (2013)

La carriera del maestro di animazione giapponese Hayao Miyazaki si chiude con Si alza il vento, visto in concorso nel 2013 alla 70 Mostra del Cinema di Venezia.

Per il suo addio alle scene Miyazaki decide di abbandonare il registro magico legato alla mitologia giapponese, quello di Totoro, Ponyo sulla scoglierae La città incantata (i suoi titoli migliori) per dare sfogo a due tematiche, comunque ricorrenti nella sua filmografia, a lui particolarmente care: la tragedia della guerra, sullo sfondo, e l’amore spassionato per la tecnologia.

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LA CITTA’ INCANTATA di Hayao Miyazaki

Locandina-la-città-incantataDi fronte ad un film di Hayao Miyazaki è sempre difficile districarsi, dare un’opinione e confrontarlo con i precedenti, cercando di capire quale sia il migliore. L’elevata qualità della sua opera rende infatti complesso qualsiasi tipo di classificazione gerarchica, e questo è senza dubbio un bene, anche se, è da dire, quando ci si imbatte in un capolavoro come La Città Incantata si sente la differenza. Minima, ma decisiva.

La piccola Chihiro è in viaggio con i suoi genitori verso la sua nuova casa. Durante il tragitto, il padre sbaglia strada e si imbatte in un portone che crede appartenere ad un parco divertimenti abbandonato: i tre si inoltrano e si trovano in una città deserta piena di ristoranti, dove i genitori di Chihiro cominciano ad abbuffarsi, diventando presto maiali. Spaventata, la piccola cerca aiuto e trova Haku, un misterioso ragazzo che le rivela la verità sulla città degli spiriti e sulla potente maga Yubaba.

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PRINCIPESSA MONONOKE di Hayao Miyazaki (1997)

Locandina-Princess-MononokeIl rapporto fra uomo e natura ha da sempre rappresentato uno dei temi cardine dello Studio Ghibli che ne ha raccontato ed illustrato come i primi siano la principale causa destabilizzante di un equilibrio già di per se precario. Come efficacemente raccontato in Pom Poko di Isao Takahata, l’iniziale timore reverenziale dell’ uomo verso la natura, alimentato da credenze e superstizioni, ha ceduto il passo al desiderio di espandersi e di conquista, trasformando la necessità in avidità.

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THE WIND RISES di Hayao Miyazaki (2013)

The Wind Rises Poster-thumb-630xauto-39055La carriera del maestro di animazione giapponese Hayao Miyazaki si chiude con The Wind Rises, in concorso alla 70 Mostra del Cinema di Venezia. Ed è una scelta tanto comprensibile quanto discutibile.

Per il suo addio alle scene Miyazaki decide di abbandonare il registro magico legato alla mitologia giapponese, quello di Totoro, Ponyo sulla scoglierae La città incantata (i suoi titoli migliori) per dare sfogo a due tematiche, comunque ricorrenti nella sua filmografia, a lui particolarmente care: la tragedia della guerra, sullo sfondo, e l’amore spassionato per la tecnologia.

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KIKI-CONSEGNE A DOMICILIO di Hayao Miyazaki (1989)

Ad un anno dall’uscita del film che sarebbe poi diventato il simbolo dello Studio Ghibli, Il Mio Vicino Totoro, Miyazaki torna nelle sale giapponesi (si parla del 1989) con un nuovo lungometraggio animato che, come il precedente, miscela tematiche ed elementi fantasy con altri decisamente radicati nel reale. Ma mentre Totoro si prefiggeva di fare un ritratto universale e toccante dell’ infanzia, con Kiki Consegne a Domicilio ci si sofferma sull’ adolescenza come fase fondamentale di passaggio verso l’ età adulta.

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PONYO SULLA SCOGLIERA di Hayao Miyazaki (2008)

Ponyo-sulla-scogliera-27Hayao Miyazaki. Basta pronunciare il nome per capire in quale mondo stiamo per catapultarci, con il solo dubbio dell’effettiva dimensione in cui l’animatore e regista giapponese ha deciso di ambientare la sua prossima avventura. Con La città incantata (premio Oscar) e Il castello errante di Howl ha ottenuto i riconoscimenti che da tempo gli spettavano, prima di misurarsi con una storia più leggera, Ponyo.

Brunilde è una piccola bambina pesce che fugge dalla bolla enorme dove suo padre sembra tenerla prigioniera assieme alle sue sorelle. Sasuke, un bambino di 5 anni, la trova alla riva della scogliera su cui sorge la sua casa, e tra i due nasce subito una spontanea attrazione: il bimbo decide di tenerla e di chiamarla Ponyo. Ma il padre della piccola non è affatto d’accordo con quanto sta accadendo.

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Dal romanzo al grande schermo: KIKI – CONSEGNE A DOMICILIO

“Il romanzo originale, Kiki – Consegne a domicilio, è una splendida opera di letteratura per l’infanzia che raffigura con grande calore l’abisso che separa indipendenza e dipendenza nelle speranze e nello spirito delle ragazzine giapponesi di oggi” (Hayao Miyazaki, parlando di Kiki-Consegne a domicilio nel 1989)

Tra le opere di Hayao Miyazaki, alcune sono rimaste quasi ignote ai non appassionati, anche a causa della distribuzione italiana, che solo negli ultimi anni ha tentato di redimersi riportando nelle sale capolavori come Porco Rosso, Laputa – Il Castello nel Cielo e, adesso, Kiki – Consegne a domicilio. Sono tutti film prodotti tra il 1986 e il 1992, che solo ultimamente sono stati recuperati sul grande schermo. Quello che pochi sanno è che per Miyazaki i romanzi sono fortissima fonte di ispirazione, anche se poi, a ben osservare, i suoi film sono effettivamente delle libere interpretazioni più che fedeli riproposizioni, e Kiki – Consegne a domicilio non fa eccezione. Anche in questo caso la protagonista, come spesso accade nelle sue opere, è una ragazzina, la tredicenne Kiki, che a 13 anni decide di allontanarsi da casa per divenire finalmente adulta, arrivando in una città di mare e svolgendo consegne a domicilio come lavoro. Ma non sarà semplice, affronterà diverse difficoltà, tra cui il pericolo di perdere la magia…

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PRINCIPESSA MONONOKE di Hayao Miyazaki (1997)

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Il rapporto fra uomo e natura ha da sempre rappresentato uno dei temi cardine dello Studio Ghibli che ne ha raccontato ed illustrato come i primi siano la principale causa destabilizzante di un equilibrio già di per se precario. Come efficacemente raccontato in Pom Poko di Isao Takahata, l’ iniziale timore reverenziale dell’ uomo verso la natura, alimentato da credenze e superstizioni, ha ceduto il passo al desiderio di espandersi e di conquista, trasformando la necessità in avidità. Anche se non ambientato nei giorni nostri, Principessa Mononoke ha parecchi punti in comune con il film di Takahata e porta il conflitto ai suoi albori, negli anni in cui il Giappone entrava nell’ Età del Ferro trasformando un rapporto di simbiosi in una lotta per la sopravvivenza. Attingendo ai territori della Leggenda, le foreste rappresentate nel film sono popolate da spiriti e divinità dalle sembianze di giganteschi animali, ultimi Guardiani contro l’ espansione dell’ uomo che, per alimentare le sue fornaci, non si fa scrupolo nel procurarsi la materia prima “aggredendo” una natura fino ad allora incontaminata.

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LA CITTA’ INCANTATA di Hayao Miyazaki (2001)

cittaDi fronte ad un film di Hayao Miyazaki è sempre difficile districarsi, dare un’opinione e confrontarlo con i precedenti, cercando di capire quale sia il migliore. L’elevata qualità della sua Opera rende infatti complesso qualsiasi tipo di classificazione gerarchica, e questo è senza dubbio un bene, anche se, è da dire, quando ci si imbatte in un capolavoro come La Città Incantata si sente la differenza. Minima, ma decisiva.

La piccola Chihiro è in viaggio con i suoi genitori verso la sua nuova casa. Durante il tragitto, il padre sbaglia strada e si imbatte in un portone che crede appartenere ad un parco divertimenti abbandonato: i tre si inoltrano e si trovano in una città deserta piena di ristoranti, dove i genitori di Chihiro cominciano ad abbuffarsi, diventando presto maiali. Spaventata, la piccola cerca aiuto e trova Haku, un misterioso ragazzo che le rivela la verità sulla città degli spiriti e sulla potente maga Yubaba.

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NAUSICAÄ DELLA VALLE DEL VENTO di Hayao Miyazaki (1984)

Guardando il panorama cinematografico attuale, ossia ciò che viene prodotto e distribuito in Italia, viene da storcere il naso sapendo che un’opera come Nausicaä della valle del tempo arriva in sala con ben 31 anni di ritardo. Certo, all’epoca Hayao Miyazaki non era ancora famoso e osannato come oggi, per cui, forse, bisognerebbe parlare di poca lungimiranza. Basta come attenuante?

Mille anni dopo che lo “Spirito della Guerra” ha distrutto l’umanità e dilaniato la Terra, i pochi sopravvissuti sono costretti a vivere a contatto con un ecosistema totalmente rinnovato e stravolto, con una immensa giungla che sembra coprire tutta la superficie del globo: la Giungla Tossica. Nausicaä, figlia del capo della Valle del Vento, sembra l’unica determinata a combattere per la difesa della vita, di qualunque forma essa si tratti, ed è disposta a tutto pur di salvare il suo pianeta, minacciato da una nuova guerra tecnologica.

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PORCO ROSSO di Hayao Miyazaki (1992)

 

Marco Pagot è un ex-pilota ritiratosi dopo la Grande Guerra e diventato un cacciatore di taglie conosciuto come Porco Rosso. Il suo nome non deriva solo dall’ idrovolante vermiglio che pilota ma anche dal suo aspetto, simile a quello di un maiale. Tra alberghi costruiti in mezzo alle acque, arcipelaghi e profonde insenature, immerso in un Mar Mediterraneo reso, come sempre ama fare Miyazaki, di uno splendore tanto attinente al reale quanto al fantastico, in Porco Rosso si racconta per immagini la nostra Italia nel periodo fascista. A rendere immediatamente riconoscibile la mano del suo autore, quasi come una firma in calce, c’è sempre quella capacità di infondere nelle sue opere la forza delle sue passioni e di conseguenza quelle tematiche che sono diventate un po’ il segno distintivo del suo cinema.

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IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL di Hayao Miyazaki (2011)

 Lo splendore e la magia di cui Hayao Miyazaki è capace sembrano non aver fine. Alla 61°Mostra del Cinema di Venezia, l’autore nipponico ha presentato in concorso la sua nuova opera, Il Castello errante di Howl, dopo essere stato premiato con un meritatissimo Leone d’Oro alla Carriera.

Sophie è una ragazzina che lavora in un negozio di cappelli, conduce una vita tranquilla fino a quando la Strega delle Lande Desolate non le lancia una maledizione per la quale assumerà le sembianze di una vecchietta. Il mago Howl sembra causa e soluzione di questo problema, anche se sul suo conto circolano voci poco rassicuranti, eppure Sophie è pronta a rischiare.

 

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LUPIN III – IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO di Hayao Miyazaki (1979)

lupinSe esiste una serie animata conosciuta in tutto il mondo da diverse generazioni è Lupin III. Nel corso degli anni, infatti, il personaggio manga ideato da Monkey Punch ha avuto un successo strepitoso, tanto che sono state create svariate serie tv per raccontarne le avventure. Hayao Miyazaki, che assieme a Osumi e Takahata ha reso possibile la serie del 1971, decide di portare il ladro gentiluomo sul grande schermo in Lupin III – Il castello di Cagliostro.

Lupin e Jigen sono alla ricerca dei falsari della dinastia del Caprone, che da sempre risiedono nel piccolo paesino di Cagliostro. Durante una scorribanda in macchina, i due si imbattono nella principessa Clarisse, promessa sposa al conte di Cagliostro, il quale è alla disperata ricerca del tesoro segreto della sua famiglia. Al conte, però, è indispensabile l’anello che Clarisse ha lasciato a Lupin.

 

 

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IL MIO VICINO TOTORO di Hayao Miyazaki (1988)

La passione per il volo.

Il rapporto, spesso conflittuale, fra uomo e natura.

L’infanzia.

Sono solo alcuni degli elementi ricorrenti nel cinema di Hayao Miyazaki che sono diventati anche segni distintivi delle sue opere, tanto di quelle più complesse e adulte (Princess Mononoke o Il Castello Errante di Howl), che di quelle più “semplici”, contribuendo a creare oggetti cinematografici di rara bellezza e profondità. 

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IL CASTELLO NEL CIELO di Hayao Miyazaki (1986)

ilcastellonelcieloIn una serata come tante sul finire del suo turno di lavoro in miniera, il giovane Pazu vede una ragazza cadere lentamente dal cielo avvolta in una luce azzurra. La giovane si chiama Sheeta ed è in fuga da una banda di pirati e dai militari che vogliono entrambi impossessarsi della misteriosa pietra che porta al collo, la chiave per trovare Laputa, il castello che galleggia nel cielo nascosto tra le nuvole.
Correva l’anno 1986 quando arrivò nelle sale giapponesi il terzo lungometraggio del Maestro Hayao Miyazaki. Dopo una fugace apparizione per il mercato home video italiano, Il Castello nel Cielo sbarca dopo ben 26 anni nelle nostre sale grazie alla Lucky Red e al suo preciso lavoro di distribuzione di tutte le opere dello Studio Ghibli. Lavoro altresì encomiabile quando si tratta di portare all’ attenzione di un pubblico (si spera) il più vasto possibile, quello che è uno dei più importanti e significativi film di Miyazaki.

 

 

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