AVE, CESARE! di Joel e Ethan Coen (2016)

 

Il nuovo film dei fratelli più famosi di Hollywood Joel ed Ethan Coen, che ha aperto l’edizione numero 66 del Festival di Berlino, è una pellicola che vive e si nutre di cinema. Ave, Cesare! infatti non è una semplice commedia ambientata nelle profondità dell’industria cinematografica statunitense degli anni Cinquanta, ma un’opera che si propone di analizzare e comprendere al meglio la suddetta industria odierna.

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Berlinale 2016: AVE, CESARE! di Joel e Ethan Coen

 

Giunti alla loro terza apparizione sugli schermi della Berlinale (in precedenza i fratelli più famosi di Hollywood avevano presentato in Germania Il grande Lebowski e Il Grinta), Joel ed Ethan Coen aprono l’edizione numero 66 del Festival di Berlino con una pellicola che vive e si nutre di cinema.

Ave, Cesare! infatti non è una semplice commedia ambientata nelle profondità dell’industria cinematografica statunitense degli anni Cinquanta, ma un’opera che si propone di analizzare e comprendere al meglio la suddetta industria odierna.

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A PROPOSITO DI DAVIS di Joel e Ethan Coen (2013)

Locandina A proposito di DavisSiamo nel Greenwich Village all’inizio degli anni sessanta, periodo di straordinario fervore artistico e creativo. Llewyn Davis (Oscar Isaac) si arrabatta come meglio può, suonando la chitarra davanti a pochi spettatori paganti, sostituendo musicisti per squallidi jingle pubblicitari e passando le notti sui divani di amici occasionali o di lunga data.

Llewyn ha avuto un periodo di successo breve ed effimero al fianco dell’amico fraterno Mike con cui formava un duo apprezzato dal pubblico e dai discografici. Il sodalizio con Mike termina in maniera drammatica e Llewyn si ritrova a dover combattere per imporsi come artista solista e diventare l’apprezzato interprete che ha sempre sognato di essere.

Ispirato alla vita del musicista e cantautore Dave van Ronk (chitarrista, arrangiatore e amico intimo, nonché talent scout di Bob Dylan), Inside Llewyn Davis è il ritratto malinconico e agrodolce di un perdente di talento, ostinato nel voler vivere della propria arte, refrattario ai compromessi al ribasso che gli vengono offerti eppure costretto, più o meno consapevolmente, a subirli.

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Fargo, North Dakota: il labile confine tra demenza e orrore

Locandina FargoQUELLA CHE VEDRETE É UNA STORIA VERA – I fatti esposti nel film sono accaduti nel 1987 nel Minnesota. Su richiesta dei superstiti, sono stati usati dei nomi fittizi. Per rispettare le vittime tutto il resto è stato fedelmente riportato.

Seguito ideale (seppur climaticamente agli antipodi) di Blood Simple, Fargo è una lucida e agghiacciante riflessione sul male nascosto dietro un fittizio velo di quotidianità e semplicità. La provincia americana così fredda e asettica è specchio di una società che ha ormai passivamente accettato la violenza e l’amoralità; ed è proprio lì dove sembra che nulla fuori dall’ordinario possa succedere che si nascondo gli orrori più sconvolgenti e torbidi.

L’orrore del quotidiano provinciale viene osservato con sguardo ironico e distaccato, mentre l’umorismo nero e macabro dei due fratelli del Minnesota raggiunge nuove vette: esemplare in tal senso è una scena di lotta che vede coinvolto Carl Showalter, il personaggio interpretato da Steve Buscemi.

Nella suddetta scena viene inserita un’inquadratura in dettaglio di una gamba di Carl, che indossa pantaloni color beige e un calzino bianco. Ad una visione superficiale quell’inquadratura sembra assolutamente fuori contesto, ellittica e inutile, ma più avanti nel film rivedremo quello stesso dettaglio della gamba con i pantaloni beige e il calzino bianco e in tal modo sapremo che la gamba che Gaer Grimsrud (Peter Stormare) sta inserendo nel trituratore del legno è proprio quella del suo complice. Attraverso un semplice dettaglio i Coen hanno voluto anticipare e sottolineare con ironia la terribile sorte che spetta al personaggio di Carl.

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FARGO di Joel ed Ethan Coen (1995)

locandina-fargoMercoledì 02/10/13, ore 21.10, RAI 4

 

Molte cose possono capitare nel bel mezzo del nulla.” In questo nulla, un innevato e desolato Minnesota, il venditore d’auto Jerry Lundegaard (William H. Macy), in gravi difficoltà economiche, decide di far rapire la moglie da due sbandati (Steve Buscemi e Peter Stormare) per costringere suo suocero, proprietario della concessionaria dove lavora, a pagare il riscatto: ma le cose prenderanno una piega inaspettata, anche grazie all’intervento della poliziotta Marge Gunderson (Frances McDormand).

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GAMBIT – UNA TRUFFA A REGOLA D’ARTE di Michael Hoffman (2012)

La pratica del remake, sempre più diffusa nel cinema contemporaneo, è nella maggior parte dei casi fonte di operazioni deludenti e indice della povertà di idee di registi e produttori: pecca fondamentale, quella di tradire lo spirito originale di pellicole figlie di un certo periodo storico, tentando di aggiornare qualcosa che non può essere aggiornato. Per fortuna esistono delle eccezioni: una di queste è Gambit – Una truffa a regola d’arte, diretto da Michael Hoffman su sceneggiatura di Joel e Ethan Coen, rifacimento dell’omonimo film del 1966 con Michael Caine e Shirley MacLaine.

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FARGO di Joel ed Ethan Coen (1995)

locandina-fargoMercoledì 02/10/13, ore 21.10, RAI 4

 

Molte cose possono capitare nel bel mezzo del nulla.” In questo nulla, un innevato e desolato Minnesota, il venditore d’auto Jerry Lundegaard (William H. Macy), in gravi difficoltà economiche, decide di far rapire la moglie da due sbandati (Steve Buscemi e Peter Stormare) per costringere suo suocero, proprietario della concessionaria dove lavora, a pagare il riscatto: ma le cose prenderanno una piega inaspettata, anche grazie all’intervento della poliziotta Marge Gunderson (Frances McDormand).

 

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