KONG: SKULL ISLAND di Jordan Vogt-Roberts (2017)

 kong

C’è qualcosa di estremamente affascinante, nel King Kong del 2017, che non si riesce a percepire con nitidezza, a impatto immediato. Poi, però, il giochino rivela facilmente la verità: si tratta di cinema “americano” nella sua concezione più pura. E vecchia. Non confondiamo i livelli, però: sia il King Kong del 1933 di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack che quello, super bistrattato, targato de Laurentiis e diretto da John Guillermin, sono due film luminosi. La versione di Peter Jackson del 2005 soffre, come (quasi) tutti i film di Peter Jackson, di vecchiaia precoce: godibile alla prima visione, foriero di intuizioni molto, molto interessanti, ma incapace di mantenere integro il vigore passato il lustro. A ogni modo, non sbaglia chi (come Andrea Guglielmino su News Cinecittà) ipotizza che, forse, l’ultimo Kong in uscita nelle sale sta a quello di Guillermin come quello di Jackson stia a quello di Cooper e Schoedsack.

Leggi tutto