Berlinale 2017: A FANTASTIC WOMAN di Sebastián Lelio, CASTING JONBENET di Kitty Green

 

A FANTASTIC WOMAN di Sebastián Lelio (concorso)

Una giovane donna vive da un anno una relazione con un uomo sposato di gran lunga più anziano di lei. Quando questi morirà per un malessere improvviso, la sua famiglia si scaglierà contro la ragazza per metterla completamente al bando. Non hanno mai accettato la sua intrusione nella loro cerchia e, cosa ancora più grave, non hanno mai accettato la sua identità sessuale in quanto trattasi di un transgender. Il regista cileno ha tra le mani un progetto sicuramente scottante e più che rischioso. Il film è un continuo svelarsi di misteri legati al passato e gioca molto con la sfera privata della protagonista per fomentare un alone di sospetto e non detto capace di stravolgere completamente il clima che circonda i personaggi in scena. L’impianto stilistico adottato da Lelio è degno di nota, le geometrie della scena sono molto più stabili delle turbe personali vissute dalle pedine che smuovono la scacchiera e il film riesce a regalare un paio di sequenze visivamente davvero notevoli (la scena del vento e quella ambientata nella sauna). Peccato che qua e là il tutto non riesca a reggere sempre il ritmo iniziale, lasciandosi tentare da qualche passaggio furbo e irrisolto che non giova al progetto (la busta dell’incipit e l’armadietto). Resta il fatto che sinora è il titolo più forte del concorso. Produce Pablo Larrain.

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