Locarno 2016: I, DANIEL BLAKE di Ken Loach

I daniel blake

Newcastle: Daniel Blake (Dave Johns) è un carpentiere sulla sessantina che a seguito di un infarto viene dichiarato dal suo medico non idoneo a lavorare. Non la pensano allo stesso modo i Servizi Sociali, contro cui l’uomo si trova costretto a combattere per vedersi riconosciuta l’indennità di malattia. Nel corso di questa sfiancante quanto avvilente battaglia i passi di Daniel si incrociano con quelli di Katie (Hayley Squires), giovane ragazza madre con due figli e senza un lavoro. Uno schermo nero, due voci fuori campo che discutono: da un lato una giovane assistente sanitaria, rigida e impostata, seccata nel sentirsi messa in discussione dalle repliche schiette e vivaci di Daniel, di cui conosciamo i problemi ancora prima del volto.

Possiamo dire che questo incipit racchiuda in sé tutto il significato più completo di I, Daniel Blake, il nuovo film di Ken Loach già vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes e presentato anche in Piazza Grande al Festival di Locarno:  l’estenuante lotta delle classi meno abbienti contro un apparato istituzionale sempre più meccanizzato e disumanizzato, incapace di tendere la mano a chi ne ha davvero bisogno e diritto perché votato alle regole ferree ed inviolabili della burocrazia.

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Locarno 2016: GLORY di Kristina Grozeva, Petar Valchanov e THE LAST FAMILY di Jan P. Matuszyński

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GLORY (SLAVA) di Kristina Grozeva, Petar Valchanov (2016) – Concorso internazionale

Sembra davvero una delle cinematografie emergenti del momento quella bulgara, nella quale la coppia registica formata da Kristina Grozeva e Petar Valchanov rientra tra i nomi più rappresentativi. Dopo l’interessante The Lesson, uscito anche nelle sale italiane, il duo torna a riflettere con amarezza e ironia agrodolce sulla contemporaneità del loro Paese in Slava (titolo internazionale Glory), presentato nel concorso del 69esimo Festival di Locarno. La storia è quella dell’umile manovale ferroviario Tsanko Petrov (Stefan Denolyubov), che un gesto di rara onestà – trova un’enorme somma di denaro sui binari e la consegna alla polizia – trasforma in eroe popolare (e populista), osannato dal Ministero dei trasporti e dall’ipocrita politica statale. L’addetta stampa Julia (Margita Gosheva), cinica donna in carriera, smarrisce però l’orologio cui Tsanko è ostinatamente affezionato, innescando una piccola odissea in cui l’uomo cerca di riottenere il prezioso oggetto e, soprattutto, la sua dignità. L’evidente simbolismo non intacca la portata realista di questo racconto che pare uscito da una pagina di Gogol e che offre un corrosivo ritratto sociale, forse meno potente di The Lesson, ma alleggerito dal rischio retorica grazie a una vena sarcastica pungente. La notevole presenza scenica di Denolyubov si affianca a quella della Gosheva, impegnata in un ruolo diametralmente opposto a quello del precedente film e che si conferma ottima inteprete. 

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Locarno 2016: THE GIRL WITH ALL THE GIFTS di Colm McCarthy

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Un’apertura decisamente inusuale, quella del 69esimo Festival di Locarno. Nella magica cornice di Piazza Grande, una location da 8mila posti e uno schermo immenso, la manifestazione diretta da Carlo Chatrian parte da un blockbuster horror piuttosto atteso, The Girl With All the Giftscon un cast internazionale che comprende Glenn Close, Gemma Arterton e la giovanissima esordiente Sennia Nanua (queste ultime ospiti al Festival con Mike Carey, sceneggiatore e autore del libro da cui è tratto il film, diretto da Colm McCarthy).

In un futuro agghiacciante, la quasi totalità della razza umana è stata infettata e trasformata in zombie. Piccoli gruppi di sopravvissuti tentano una resistenza disperata in nome di una tenue speranza: trovare un vaccino grazie a una nuova generazione di malati, bambini affamati di carne umana eppure ancora in grado di provare emozioni e pensieri. La chiave sembra essere la piccola Melanie (Sennia Nanua), che si rivela guida preziosa nell’odissea che la vede protagonista insieme a una scienziata (Glenn Close), un’insegnante (Gemma Arterton) e un militare (Paddy Considine), in una Londra distrutta e popolata dai famelici inumani.

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