Berlinale 2017: THE PARTY di Sally Potter, SOMNILOQUIES di Verana Paravel e Lucien Castaing-Taylor

 

THE PARTY di Sally Potter (concorso)

Metti un grande cast (Cillian Murphy, Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Kristin Scott Thomas, Timothy Spall) all’interno di un appartamento. Costruisci una vicenda di tradimenti, amicizie apparenti, litigi. Divertiti a massacrare i tuoi personaggi con battute rapide e serrate lanciando qualche scoccata all’instabilità politica attuale e il gioco è fatto. O meglio, The Party è fatto. Questo perché il film di Sally Potter ha tutti gli ingredienti dosati giustamente (con qualche piccola defezione qua e là ma niente di indigeribile), ha le carte in regola per poter far breccia nei cuori di noi spettatori, ma purtroppo preferisce giocare in sottrazione, stare sulla difensiva, non rischiare nulla di più del dovuto.

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LEVIATHAN di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel (2012)

 Leviathan, di base, è un documentario. Ma etichettarlo come tale sarebbe riduttivo. Leviathan non documenta, trasporta. 90 minuti su un peschereccio al largo. Noi non osserviamo le pratiche dei pescatori e dei marinai, noi siamo là con loro. Non guardiamo distanti i pesci venire tagliati dalle accette, ma siamo lì, così vicini che quasi temiamo che l’accetta tagli noi. Una scelta sicuramente interessante dei registi Castaing-Taylor e Paravel.

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