The Killer di David Fincher, la recensione
“When you say “it’s gonna happen now”. Well when exactly do you mean?” “How Soon is Now”
The Smiths
The Killer era un film che destava parecchia curiosità: per il connubio David Fincher e Michael Fassbender e per il ritorno di Fincher al thriller, genere che lo ha reso famoso e di cui prende gli archetipi per trasformarli in altro.
Il film parla di un sicario che non sbaglia mai. Fincher riesce a mettere in scena un film dove il narrato e il come viene narrato vanno di pari passo. Un protagonista altamente meticoloso, preciso, metodico, per un film dove nulla viene lasciato al caso, ma dove comunque il fato entra.
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Citando i Rolling Stones, “it’s only rock’n’roll but I like it” potrebbe essere il motto di Jon (Domhnall Gleeson), protagonista di questa gradevole produzione ultra-indie passata al Sundance Film Festival e al Biografilm di Bologna. Cosa c’è di meglio della musica come dimensione dove rifugiarsi dalla routine quotidiana e dal grigiore di un modesto lavoro da impiegato? Almeno fino a quando Jon, tastierista e compositore (in realtà non troppo talentuoso) si trova catapultato per puro caso dentro una bizzarra band di alternative-electro-metal-rock dal nome che è già tutto un programma: i Soronprfbs. Composta di stravaganti personaggi, è guidata da un frontman decisamente originale: Frank (Michael Fassbender), asociale e genialoide, che si nasconde perennemente sotto una gigantesca testa di cartapesta. Per Jon sarà l’inizio di una serie di strambe avventure, dai mesi di isolamento nei boschi irlandesi per incidere il nuovo album a un concerto al festival americano South by Southwest che non andrà esattamente come sperato.
Dopo tre film, due spin-off e un prequel la saga degli X-Men ha bisogno di un altro capitolo da aggiungere alla propria epopea? A quanto pare sì se a scomodarsi è Bryan Singer, autore dei primi due buonissimi episodi della serie cinematografica dedicata ai mutanti Marvel.
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Nel 2014 Steve McQueen entrerà di diritto nel gotha del cinema mondiale: nessuna
E’ stato il film delle attese. Sono passati trentatré anni prima che Ridley Scott decidesse di riprendere le redini della sua creatura, e ci sono voluti quasi quattro mesi perché in Italia la pellicola uscisse come nel resto del mondo. Ora, dopo cotanta pazienza, ci si chiede: ne è valsa la pena? Prometheus, diretto da Scott e interpretato da Noomi Rapace, Michael Fassbender, Charlize Theron e Logan Mashall-Green, nasce come un prequel di Alien, per poi crescere come progetto assestante.