Everything Everywhere All at Once, la recensione

Bagel: ciambelle che hanno rinunciato ai propri sogni” John Oliver
Everything Everywhere All at Once è un film strambo e multiforme: non si può ascrivere ad un solo genere, genera sentimenti di fastidio profondi, ma anche un calore molto forte quando parla di rapporti. Evelyn Quad (Michelle Yeoh) è una immigrata cinese che gestisce assieme al marito Waymond (un ritrovato Ke Huy Wang), una lavanderia a gettoni: non sopporta il marito, mal tollera il fatto che la figlia Joy (Stephanie Hsu) sia lesbica e pensava di essere destinata ad una vita migliore. L’arrivo del padre Gong Gong (James Hong) e la richiesta di un prestito per ampliare l’attività, la agitano fortemente.
