IL REGNO D’INVERNO – WINTER SLEEP di Nuri Bilge Ceylan (2014)

Regno-D-inverno-locandinaAydin è un ex attore che gestisce un albergo nella regione dell’Anatolia insieme alla sorella Necla e alla giovane moglie Nihal. Con l’arrivo dell’inverno, l’albergo diventa una protezione ma anche il teatro delle loro tensioni.

Dopo vari premi al Festival di Cannes (due volte gran premio della giuria con i film Uzak e C’era una volta in Anatolia e un premio alla regia per il film Le tre scimmie) Nuri Bilge Ceylan ha vinto l’ambita Palma d’oro con la sua ultima pellicola, Il regno d’inverno – Winter Sleep. Un film denso e complesso, Winter Sleep è cinema di parola, dove Ceylan sostituisce la sua abituale costruzione visiva a favore di un fiume dialogico.

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Cannes 2014: Palma d’oro a “Winter Sleep”, Grand Prix tutto italiano a “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher

La Palma d’Oro al Miglior Film nella 67^ edizione del Festival di Cannes parla turco: il massimo riconoscimento tributato sulla Croisette è andato a Winter Sleep di Nuri Bilge Ceylan. Il regista ha finalmente conquistato uno dei più importanti premi internazionali, dopo essersi segnalato negli anni scorsi per opere come Le tre scimmie e C’era una volta in Anatolia.

Ma anche l’Italia ha da festeggiare: la giuria presieduta da Jane Campion ha infatti regalato il Gran Prix  ad Alice Rohrwacher per Le meraviglie. Il Premio della Giuria ha invece registrato un ex aequo, che curiosamente unisce un giovanissimo talento come il canadese Xavier Dolan, premiato per Mommy, e un mostro sacro della storia del cinema, ovvero Jean-Luc Godard, autore di Adieu au Langage.

Se l’americano Bennett Miller ha portato a casa il premio per la regia, con l’acclamato Foxcatcher, è stata votata miglior sceneggiatura quella del film russo Leviathan, ad opera di Andrej Zvjagintsev e Oleg Negin.

Il grande Timothy Spall ha vinto infine il premio come miglior attore per la sua interpretazione in Mr. Turner di Mike Leigh, mentre è stata proclamata miglior attrice Julianne Moore per Maps to the Stars di David Cronenberg. Di seguito, l’elenco completo dei premi:

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Cannes 67. Giorno 4 – Torna Nuri Bilge Ceylan. Delusione “Saint Laurent”

winter sleep posterWINTER SLEEP di Nuri Bilge Ceylan (2014)

 

Nuri Bilge Ceylan torna al Festival di Cannes: l’autore turco, premio come miglior regista per Le tre scimmie (2008) e  Gran Premio della Giuria per C’era una volta in Anatolia (2011), punta quest’anno alla Palma d’Oro con la sua ultima pellicola, Winter Sleep. Protagonista è un ex attore in pensione, proprietario di un piccolo hotel nel centro dell’Anatolia dove vive insieme alla giovane moglie e alla sorella da poco divorziata dal marito. Quando arriva l’inverno, l’uomo deciderà di partire per un lungo viaggio. Raffinato esempio di cinema da camera, Winter Sleep è un film elegante e ricco d’interessanti sfaccettature psicologiche: un dramma dell’anima, dai toni tragici e shakespeariani, che dà lo stesso peso alle immagini e alle parole. Come la precedente pellicola di Ceylan, è un film molto parlato (a tratti quasi verboso) in cui la sceneggiatura si trasforma molto presto in un’indagine sociale sulle condizioni attuali della Turchia, tra crisi economica e dubbi morali. Pur potendo contare su un cast in ottima forma, Winter Sleep non giustifica del tutto la sua lunghissima durata (circa tre ore e quindici minuti), ma è comunque capace di convincere, colpire ed emozionare grazie a diverse sequenze estremamente suggestive e affascinanti.

 

Voto: 2,5/4

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C’ERA UNA VOLTA IN ANATOLIA di Nuri Bilge Ceylan (2011)

Cera-una-volta-in-Anatolia locandinaParte ambizioso, l’ultimo film di Nuri Bilge Ceylan, con quel titolo che pare evocare sia toni fiabeschi che i capolavori di Leone. Turco nato a Istanbul classe 1959, Ceylan è al suo sesto lungometraggio ed è ormai un frequentatore assiduo del Festival di Cannes, dove ha già vinto diversi premi: dal Grand Prix Speciale della Giuria più Palma d’oro per la Miglior interpretazione maschile nel 2003 con il film Uzak al premio per la Miglior regia nel 2008 con l’acclamato Le tre scimmie.

Anche C’era una volta in Anatolia ha convinto i giurati dell’edizione 2011, che gli hanno attribuito un altro, meritato, Gran Prix. A un anno da riconoscimento, gli schermi italiani hanno finalmente l’onore di ospitare questo film, presentato da Andrea Occhipinti e distribuito dalla Parthénos.

 

 

 

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