GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI di Massimiliano Bruno (2015)

 

Gli ultimi saranno ultimi, quarto lavoro da regista di Massimiliano Bruno, convince più dei precedenti Nessuno mi può giudicare (2011), Viva l’Italia (2013) e Confusi e felici (2014), ridimensionando i toni della commedia e segnando una svolta in direzione del dramma. Tuttavia il film, trasposizione cinematografica dell’omonimo spettacolo teatrale del 2005, attinge a piene mani da una serie di tematiche forti radicate nell’attualità, restituendone soltanto un ritratto sbiadito e fortemente legato al racconto di un disagio individuale.

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MARAVIGLIOSO BOCCACCIO di Paolo e Vittorio Taviani (2015)

maraviglioso boccaccio

Quando, nel 1971, Pasolini gira il suo geometrico e polarizzato Decameron, restituisce la vibrante tensione di un momento storico ritenuto significativo dal punto di vista socio-antropologico. Il risultato? Una re-invenzione straordinaria, un omaggio evocativo e libero in cui il simbolismo diventa carnale e universale.

Quando, nel 2015, i fratelli Taviani si avvicinano al capolavoro di Boccaccio, l’intenzione – onorabile, santa e legittima – è quella di laudare l’emozione giovanile che, innanzi alle epidemie più oscurantiste, ieri come oggi, reagisce con fervore, fantasia e creatività. La peste nella Firenze del 1348, nella visione dei Taviani, equivale all’humus calcificato che paralizza gli animi di una contemporaneità spesso ingiusta e castrante.

Una visione, benché lodevole, decisamente claudicante: il Maraviglioso Boccaccio dei Taviani, nonostante le ambizioni civili, ha evidenti problemi nella struttura, nello sviluppo e nella contestualizzazione del suo racconto.

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