VENEZIA 2017: FIRST REFORMED di Paul Schrader

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Il film, ad ora, più intenso della 74esima Mostra di Venezia, è quello che segna il ritorno di Paul Schrader ad alti livelli, dopo recenti passi falsi e problemi produttivi (vedi l’imbarazzante The Canyons o il disconosciuto Il nemico invisibile). Con First Reformed, parabola di un reverendo protestante in crisi (Ethan Hawke) segnato dall’incontro con la giovane Mary (Amanda Seyfried) e dalla tragica morte del marito di lei, un ambientalista radicale (Philip Ettinger), il regista e sceneggiatore torna alle sue origini, alla fede calvinista in cui è cresciuto e che ha segnato profondamente il suo background e la sua poetica.

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AMERICAN GIGOLO di Paul Schrader (1980)

locandina-american-gigoloMercoledì 05/03/14, ore 21.10, RAI 4

 

Julian Kay (Richard Gere), professione gigolo, viene accusato di un omicidio che non ha commesso. Incastrato e braccato, verrà salvato da Michelle (Lauren Hutton), insoddisfatta moglie di un senatore che sacrificherà credibilità e matrimonio perché innamorata di lui.

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TORO SCATENATO di Martin Scorsese (1980)

locandina-toro-scatenatoSabato 15/02/14, ore 23.00, LA7

 

Dimenticate Rocky e simili, qua siamo su un altro pianeta. Storia del campione mondiale dei pesi medi Jake La Motta, Toro scatenato racconta, in un lungo flashback, la sua tormentata esistenza sul ring e nella vita privata.

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THE CANYONS di Paul Schrader (2013)

Poster CanyonsL’ottusita‘ e’ la cifra stilistica di The Canyons, presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia 2013 e in arrivo questo weekend nelle nostre sale. Esordio alla sceneggiatura dell’ex autore di culto Bret Easton Ellis, ormai lontano dai fasti dei suoi American Psycho e Glamorama, il film, di rara bruttezza, mette in scena un campionario umano di facce attonite e scolorite. Ottusi sono i dialoghi e il pessimo script (sorry about that, Bret), ottuse le espressioni dei protagonisti, ottuso lo sguardo dello spettatore che subisce la noia, l’insensata inutilita’ e i cliche’ ritriti senza capire dove The Canyons stia andando.

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ADAM RESURRECTED di Paul Schrader (2008)

Adam ResurrectedAdam Steiner è un ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio. Essendo un clown e un artista straordinario, si salva grazie alla perversione di uno degli aguzzini che per il suo divertimento lo costringe a vivere come fosse un cane. Alla fine della guerra Adam ha perso tutto, la sua famiglia e se stesso. Ed è così che noi lo ritroviamo nel 1961, da dove il film ha inizio: solo, internato per l’ennesima volta in una clinica israeliana per le patologie mentali che cura nello specifico i sopravvissuti. In quel luogo dove cerca di dimenticare di essere stato cane farà un incontro che lo costringerà a ricordare e imparare/insegnare a essere di nuovo umano.

Il film è bello per moltissimi motivi, ma il tratto che più colpisce è la maestria con cui il regista gestisce la complessità della storia, e della Storia, nella particolare relazione che lega il film stesso, come oggetto artistico-narrativo, al percorso intrapreso dallo stesso protagonista per elaborare quella che è la sua Storia.

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THE CANYONS di Paul Schrader (2013)

the-canyonsL’ottusità è la cifra stilistica dell’atteso The Canyons, fuori concorso a Venezia. Esordio alla sceneggiatura dell’ex autore di culto Bret Easton Ellis, ormai lontano dai fasti dei suoi American Psycho e Glamorama, il film, di rara bruttezza, mette in scena un campionario umano di facce attonite e scolorite. Ottusi sono i dialoghi e il pessimo script (sorry about that, Bret), ottuse le espressioni dei protagonisti, ottuso lo sguardo dello spettatore che subisce la noia, l’insensata inutilità e i cliché ritriti senza capire dove The Canyons stia andando.

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