Ferrari di Michael Mann, la recensione

di Valeria Morini

Uno dei registi più americani di sempre, tra i simboli stessi del cinema a stelle e strisce, racconta una storia italiana. Lui è Michael Mann e il film è Ferrari, biopic dedicato al Drake di Maranello che si concentra sulla tragica Mille Miglia del 1957 e sulla complessa vita personale poco dopo la morte prematura del figlio Dino, con Enzo Ferrari diviso tra la moglie Laura e l’amante Lina (da cui ha avuto Piero, riconosciuto anni dopo).

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Venezia 79, la recensione di On the Fringe con Penelope Cruz

On the Fringe, presentato a Venezia 79 il film prodotto da Penélope Cruz:  le prime foto

Tutti parlano del Concorso della Mostra di Venezia, ma non vanno sottovalutate le cosiddette sezioni collaterali, soprattutto se – in questo caso parliamo di Orizzonti – offrono film come questo On The Fringe, alias En los márgenes, film spagnolo diretto da Juan Diego Dotto con un’intensa Penelope Cruz, anche in veste di produttrice. La pellicola segue 24 ore nelle vite di alcuni personaggi, oppressi e soffocati dalla devastante crisi economica che costringe parte della popolazione a vivere, per l’appunto, “ai margini”.

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THE COUNSELOR – IL PROCURATORE di Ridley Scott (2013)

counselor-procuratore«Tu sei il mondo che hai creato, quando smetti di esistere, anche il mondo che hai creato smetterà di esistere».

 

Ci sono pellicole che fanno parlare di sé perché sono dirette da un grande regista. Ce ne sono altre che si distinguono per uno sceneggiatore d’eccezione. Altre ancora diventano un evento perché capaci di radunare un cast all-star. E poi ci sono quelle come The Counselor che riescono nell’arduo compito di conciliare le tre prerogative. Ad un anno esatto dal discusso progetto portato a termine con Prometheus, Ridley Scott torna dietro la macchina con la lucida perizia dei tempi migliori, mettendo il suo abituale rigore formale al servizio di uno script calcolato al millimetro. Impegnato per la prima volta in carriera nella stesura di una sceneggiatura per il cinema, il grande cantore del lato oscuro della provincia americana Cormac McCarthy (anche co-produttore del film) compone un apologo di un iperrealismo così marcato da sfociare nel fantastico, in cui avidità e brama di denaro coincidono con un ineluttabile presagio di morte, tra supercar, gioielli, abiti di taglio sartoriale e ville hi-tech.

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