CAROL di Todd Haynes (2015)

Carol' a gorgeous closet of a film – Humanizing The Vacuum

– Sei sicura di sapere quello che fai?

– No, non lo so. Non l’ho mai saputo.

Intrappolata in un matrimonio di facciata e senza amore, la matura e avvenente Carol Aird (Cate Blanchett) conosce casualmente Therese Belivet (Rooney Mara), giovane impiegata con aspirazioni da fotografa. L’iniziale empatia lascia ben presto spazio a un sentimento destinato a sfociare in bruciante passione, ma il marito di Carol, Harge (Kyle Chandler), renderà alle due donne la vita difficile, usando come arma la figlioletta Rindy (Kk e Sadie Heim).

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LEI di Spike Jonze (2013)

her-la-locandina-del-film-282425Lei ha nettamente diviso la nostra redazione. Per questo vi proponiamo due recensioni, differenti nel giudizio.

 

Spike Jonze la brillantezza, Spike Jonze l’intelligenza. Nel nuovo film del regista de Il ladro di orchidee, dopo la parentesi solo in apparenza estranea e spiazzante rispetto al suo stile di Nel paese delle creature selvagge, queste due qualità si respirano in quantità industriale.

Il merito è soprattutto di una scrittura di grazia e freschezza sopraffine che dimostra l’eccellente qualità della penna di Jonze, il cui sguardo è qui sgravato da ogni influenza a lui esterna, dall’arzigogolato e tormentato aplomb cervellotico di Charlie Kaufman. Trionfa allora la delicatezza, il brio sarcastico di un’effervescenza romantica che sa divertire con un mix efficace di semplicità e raffinatezza, sposando l’arietta da commedia sofisticata alla ” grevità” irriverente – giusto per fare un esempio – di un robottino sboccato e parolacciao con cui il protagonista interagisce in sede virtuale.

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MILLENNIUM – UOMINI CHE ODIANO LE DONNE di David Fincher (2012)

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Le major possono restare indifferenti di fronte a 65 milioni di copie vendute nel mondo? Ovviamente no e per questo dopo soli tre anni dalla prima trasposizione autoctona, arriva nelle sale Millennium: Uomini che odiano le donne diretto da David Fincher. La caratura del regista e dello sceneggiatore (il premio Oscar Steven Zaillian) ci suggerisce che difficilmente si potrà parlare di semplice remake dell’omonima pellicola diretta dallo svedese Oplev. Si tratta di qualcosa di nuovo, qualcosa che potrebbe dare al caso letterario di Stieg Larsson degna vita sullo schermo.

 

 

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