PARANORMAN di Sam Fell e Chris Butler (2012)

paranorman-poster-300-thumb-300xauto-32555In un periodo cinematografico popolato da mostri di ogni sorta, tra vampiri – o presunti tali – e lupi mannari – idem – il cinema di animazione regala una piccola perla, un film in stop-motion che fa dell’horror e del suo immenso immaginario il punto di forza su cui fare perno per la trama. Il protagonista di questa storia, il piccolo Norman, è capace di vedere i morti, come il bambino del Sesto Senso, ma non lo spaventano, anzi, sa conviverci perfettamente, se non fosse che, per questa ragione, viene emarginato dalla sua famiglia e dalla cittadina intera. Nel paese si celebra la leggenda di una strega malvagia, eppure presto ci si rende conto che non si tratta di una leggenda: i morti viventi tornano sulla terra per ordine della strega, e solo Norman potrà provare a salvare il suo paese. Come non pensare a Tim Burton e a Henry Selick, regista di Coraline e la porta magica, guardando ParaNorman? Impossibile. Il piccolo Norman infatti sembra una miniatura di Vincent, bambino solo ed emarginato, incompreso dalla sua famiglia e che si rifugia a parlare con i defunti, come faceva Lydia in Beetlejuice.

 

 

 

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