FOXTROT di Samuel Maoz (2017)

Foxtrot, la danza del destino di Samuel Maoz. La recensione - ArtsLife

Difficile fare un film quando il tuo primo lungometraggio di finzione ha vinto il Leone d’Oro. Così, dal 2009 di Lebanon a oggi, il regista israeliano Samuel Maoz si è preso una lunga pausa (intervallata solo dal corto Manybuy e da un segmento di Venice 70: Future Reloaded) prima di tornare con Foxtrot, gioiellino vincitore del Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia 2017. Film rigorosamente ripartito in tre atti che mescola tragedia e commedia surreale, dramma borghese e war movie, la pellicola è una potente riflessione sul presente e sul passato di Israele, sulle contraddizioni di una Nazione i cui abitanti devono fare i conti con traumi irrisolti che hanno segnato tre generazioni.

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VENEZIA 2017: FOXTROT di Samuel Maoz

 

Difficile fare un film quando il tuo primo lungometraggio di finzione ha vinto il Leone d’Oro. Così, dal 2009 di Lebanon a oggi, il regista israeliano Samuel Maoz si è preso una lunga pausa (intervallata solo dal corto Manybuy e da un segmento di Venice 70: Future Reloaded) prima di tornare con Foxtrot, gioiellino di un concorso che alla 74esima Mostra di Venezia si sta confermando il migliore da alcuni anni a questa parte. Film rigorosamente ripartito in tre atti che mescola tragedia e commedia surreale, dramma borghese e war movie, la pellicola è una potente riflessione sul presente e sul passato di Israele, sulle contraddizioni di una Nazione i cui abitanti devono fare i conti con traumi irrisolti che hanno segnato tre generazioni.

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