ACHILLE E LA TARTARUGA di Takeshi Kitano (2008)

Achilles and the Tortoise rappresenta il terzo e ultimo capitolo della trilogia che Kitano dedicata a se stesso al suo difficile rapporto con la settima arte. Per esaminare in maniera corretta questo film è però necessario fare un passo indietro e tenere ben presente quello precedente, Glory to the Filmmaker, con il quale Achilles and the Tortoise ha diversi punti in comune.

Pur non interpretando se stesso, è impossibile non vedere Kitano, un vero e proprio autodidatta del cinema, dietro al personaggio di Machisu, a sua volta autodidatta nella pittura che insegue il sogno di diventare pittore senza mai raggiungerlo. Achilles and the Tortoise è diviso in capitoli ordinati cronologicamente, ognuno dei quali dedicato ad un periodo della vita di Machisu attraverso i quali è possibile fare un parallelo con il percorso cinematografico del Maestro: Machisu/bambino disegna spinto dalla pura passione e trova ispirazione, nella scelta dei soggetti e dei colori, grazie all’ inconsapevolezza tipica della sua età. Lo stesso Kitano arriva a trovarsi dietro la macchina da presa (nel 1989 per Violent Cop) per puro caso e compensa la sua totale inesperienza con la curiosità di chi si trova a provare un nuovo e affascinante giocattolo.

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OUTRAGE BEYOND di Takeshi Kitano (2012)

 Nel 2005 ci fu il repentino cambiamento di rotta: i classici Yakuza-movie firmati Takeshi Kitano avevano lasciato spazio alla sperimentazione e alle novità surrealiste di Takeshis’ (2005), Glory to the Filmmaker! (2007) e Achille e la tartaruga (2008). Nel 2010 il regista giapponese riprese la retta via con Outrage (visto a Cannes nel 2010), per la gioia dei suoi fan più accaniti. In concorso alla 69. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia viene presentato il sequel Outrage Beyond. Leggi tutto

OUTRAGE di Takeshi Kitano (2011)

 Si pensava che con Achille and the Tortoise si fosse chiusa quella fase del cinema di Kitano nella quale il regista giapponese esamina il suo difficile rapporto con la settima arte, passando dall’omaggio, alla rottura, fino alla riconciliazione. Eppure il suo ultimo film, Outrage, presentato in concorso a Cannes 2010, ci mostra un Kitano non ancora soddisfatto, non ancora pronto ad affrontare una nuova (e tanto attesa dai suoi estimatori) fase della sua carriera registica, ma pronto invece a demolire una delle figure chiave del suo cinema, lo yakuza. 

 

       

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