Retrospettiva sulla NEW HOLLYWOOD al 31° TORINO FILM FESTIVAL

 

Lo storico autore statunitense Peter Biskind una volta scrisse: “I tredici anni intercorsi tra Gangster Story del 1967 e I cancelli del cielo del 1980 furono l’ultimo periodo in cui fu un’esperienza veramente entusiasmante fare film a Hollywood; fu l’ultima volta che si poté andare orgogliosi dei film prodotti; l’ultima volta che l’intera comunità della gente del cinema contribuì alla qualità; l’ultima volta che ci fu un pubblico in grado di sostenerla”.

Una così netta presa di posizione potrà sicuramente essere criticata a posteriori, ma non va dimenticato l’impatto che la cosiddetta Nuova Hollywood ebbe sulla storia del cinema: si passò da un’industria nel pieno della crisi (generata dalla concorrenza della televisione e dall’incapacità degli studios di tenere il passo con il terremoto culturale giovanile) a un “sommovimento culturale radicale che coinvolse personalità e talenti molto diversi e che influenzò intere generazioni di cineasti e spettatori”.[1]

L’importanza di tale rivoluzione è il motivo per cui il prossimo Torino Film Festival ospiterà una lunga retrospettiva curata da Emanuela Martini e dedicata alla New Hollywood: il nuovo cinema americano tra i l 1967 e il 1976. Oltre a titoli indispensabili del calibro di Cinque pezzi facili, Mean Streets, Pat Garret e Billy the Kid, Uno squillo per l’ispettore Klute e Non si uccidono così anche i cavalli?, verranno proiettati una serie di film meno noti ma altrettanto interessanti come Electra Glide, Dilinger, Piccoli omicidi, Smile e Il pornografo.

Leggi tutto