UNA PROMESSA di Patrice Leconte (2013)
L’eclettico sceneggiatore e regista francese Patrice Leconte, reduce dalla sezione “fuori concorso” di Venezia 70, arriva in sala presentando una pellicola sentimentale di stampo classico: Una promessa segna il ritorno dell’autore al cinema classico dopo il film di animazione La bottega dei suicidi, che suscitò non poche polemiche. Basato sul romanzo Le Voyage dans le passé (1929) dello scrittore austriaco Stefan Zweig, il film narra la vicenda di un giovane laureto che, nella Germania di inizio ‘900, prova un sentimento di amore puro verso la bella moglie dell’anziano industriale che gli ha garantito protezione e sicurezza economica, assumendolo come segretario privato nella sua acciaieria. Fugaci esplosioni di passione e lunghi periodo di lontananza tra i due si risolveranno nel tanto desiderato happy ending.

Estate, tempo di sole, mare e sale cinematografiche deserte. La bella stagione, si sa, non favorisce uscite di richiamo: a spezzare la monotonia e il piattume, però, ci pensano i Transformers di Michael Bay, ormai habitué del grande schermo. Le aspettative per Transformers 4 – L’era dell’estinzione, quarto capitolo di una saga ormai consolidata (dopo Transformers del 2007, Transformers – La vendetta del caduto del 2009 e Transformers 3 del 2011; e non dimentichiamoci della serie animata e del film di animazione del 1986 ad opera di Nelson Shin), erano decisamente considerevoli: e il risultato non delude.

Anticipato da una campagna pubblicitaria virale tanto invasiva quanto efficace e atteso spasmodicamente dai fan del vecchio Gojira giapponese rimasti delusi dal remake firmato da Roland Emmerich nel 1998, ecco arrivare nelle sale di tutto il mondo Godzilla, reboot nato dall’unione delle forze della Warner Bros e della Legendary Pictures. Per sfondare il botteghino americano e asiatico, le due case di produzione si sono affidate, oltre alla macchina dell’hype e ai 160 milioni di dollari di budget, a Gareth Edwards, giovane regista britannico autore di un unico film, Monsters (2010), disaster movie “intellettuale” francamente ignorabile ma con qualche estimatore sparso qua e là in America e in Europa.
Tobey Marshall (Aaron Paul) è un meccanico che gestisce l’officina di famiglia e partecipa alle corse clandestine d’auto. Quando viene incastrato per un crimine che non ha commesso, è costretto a due anni di prigione: al suo ritorno, il suo unico obiettivo è la vendetta contro chi l’ha imbrogliato. Associando motori ed alta velocità nel cinema moderno, la mente non può che andare alla saga di Fast & Furious. Ma Need for Speed, primo film tratto dalla celebre serie di videogiochi della Electronic Arts, possiede una propria indipendenza dai film con Vin Diesel.
Lei ha nettamente diviso la nostra redazione. Per questo vi proponiamo due recensioni, differenti nel giudizio.
Prendiamo una metropoli occidentale al giorno d’oggi e mischiamola a un Fu Mattia Pascal in salsa curry: il regista Sam Garbarski, che ricordiamo per Irina Palm, segue questa ricetta, speziando il più possibile una commedia del grande equivoco iniziale. Il ruolo di Mattia Pascal è di Will Wilder (Moritz Bleibtreu), attore disincantato che trascorre un quarantesimo compleanno d’inferno e sfrutta un generale malinteso per fingersi vittima di un incidente mortale. L’intento però non è scappare: con l’aiuto di un amico indiano, Rad (il Danny Pudi che ci siamo abituati a conoscere come Abed in Community), Will si prepara a impersonare il ruolo più difficile della sua carriera, creando un personaggio indiano, Vijay, e tentando di renderlo credibile per potersi avvicinare alla sua famiglia e spiare dall’esterno le reazioni alla sua presunta morte.
“Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.” (Stephen King, Carrie)
Lo Hobbit – La Desolazione Di Smaug (che da qui in avanti chiameremo Lo Hobbit 2 per questione di comodità) è un film che non può non subire un giudizio di confronto, sia con la trilogia originaria de Il Signore Degli Anelli, sia con il capitolo precedente di queste nuove avventure, Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato (che da qui in avanti chiameremo Lo Hobbit 1).