Venezia 2019: LA VÉRITÉ – La recensione

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Lumir (Juliette Binoche) torna a Parigi con suo marito (Ethan Hawke) e la piccola figlia per festeggiare l’uscita dell’autobiografia di sua madre Fabienne, famosa attrice francese (Catherine Deneuve). La visita coincide con le riprese di un film di fantascienza incentrato sulle dinamiche genitoriali, in cui Fabienne interpreta il ruolo della figlia: questo porta a galla vecchie verità e confessioni rimaste fino ad allora nascoste.

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UNA PROMESSA di Patrice Leconte (2013)

locandina-promessaL’eclettico sceneggiatore e regista francese Patrice Leconte, reduce dalla sezione “fuori concorso” di Venezia 70, arriva in sala presentando una pellicola sentimentale di stampo classicoUna promessa segna il ritorno dell’autore al cinema classico dopo il film di animazione La bottega dei suicidi, che suscitò non poche polemiche. Basato sul romanzo Le Voyage dans le passé (1929) dello scrittore austriaco Stefan Zweig, il film narra la vicenda di un giovane laureto che, nella Germania di inizio ‘900, prova un sentimento di amore puro verso la bella moglie dell’anziano industriale che gli ha garantito protezione e sicurezza economica, assumendolo come segretario privato nella sua acciaieria. Fugaci esplosioni di passione e lunghi periodo di lontananza tra i due si risolveranno nel tanto desiderato happy ending.

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PASOLINI di Abel Ferrara (2014)

Presentato in concorso a Venezia 71 e destinato a suscitare polemiche infinite, sia per il regista che per l’oggetto filmico: Pasolini di Abel Ferrara racconta gli ultimi giorni di vita di uno dei personaggi più importanti e controversi del XX secolo. Scrittore, poeta, saggista, regista: Pier Paolo Pasolini ha dato un contributo fondamentale alla vita artistica e intellettuale di un paese sull’orlo del baratro (i cosiddetti anni di piombo), denunciandone le contraddizioni e l’immobilismo. Le difficoltà nell’affrontare la biografia (seppur nel senso non tradizionale) di una personalità così strutturata erano evidenti ma, certamente, nessuno poteva aspettarsi lo scempio che in effetti è stato realizzato.

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LOCKE di Steven Knight (2013)

locandina-Locke“Bisogna essere forti, non conta cosa pensano gli altri. Guarda e impara.”

Non è sempre necessario ricorrere a temi sensazionalistici o scabrosi (ormai usurati) per scuotere e far riflettere. Lo dimostra Steven Knight, già sceneggiatore per Stephen Frears (Piccoli affari sporchi), Michael Apted (Amazing Grace) e David Cronenberg (La promessa dell’assassino), con Locke, presentato fuori concorso allo scorso Festival di Venezia; protagonista assoluto, un Tom Hardy in stato di grazia, attore ormai affermato e ampiamente apprezzato da critica e pubblico in uno dei suoi ruoli più impegnativi e riusciti.

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IO NON SONO QUI di Todd Haynes (2007)

io non sono quiMartedì 01/04/14, ore 21.15, RAI 5

 

Presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, il film, uno dei più originali ed inventivi biopic che siano mai stati girati, ripercorre le tappe salienti della vita del mitico Bob Dylan, attraverso sette distinti momenti della sua vita.

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VALHALLA RISING di Nicolas Winding Refn (2009)

valhalla risingDomenica 23/03/14, ore 2.00, RAIDUE

 

Ottavo lungometraggio di Nicolas Winding Refn (la trilogia Pusher, Bronson, Drive, Only God Forgives), Valhalla Rising è stato presentato al Toronto International Film Festival e, fuori concorso, alla Mostra del cinema di Venezia.

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L’ANNO SCORSO A MARIENBAD di Alain Resnais (1961)

l-anno-scorso-a-marienbadDomenica 09/03/14, ore 2.25, Rete 4

 

Sceneggiato dallo scrittore francese Alain Robbe-Grillet, che si ispirò al romanzo L’invenzione di Morel di Adolfo Bioy Casares, L’anno scorso a Marienbad è uno dei titoli più celebri del maestro Alain Resnais, recentemente scomparso all’età di 91 anni.

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IL SALARIO DELLA PAURA di William Friedkin (1977)

locandina-il-salario-della-pauraGiovedì 06/02/14, ore 21.15, RAI MOVIE

 

Proiettato allo scorso Festival di Venezia in occasione del Leone d’Oro alla carriera conferito a William Friedkin, Il salario della paura rappresentò un passo falso nella carriera del regista americano, reduce dai successi di Il braccio violento della legge e L’esorcista: costato 22 milioni di dollari, ne incassò poco più di 6.

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