Asteroid City di Wes Anderson, la recensione

È un alieno-folletto Wes Anderson, proprio come uno dei personaggi del suo ultimo film Asteroid City che rappresenta un altro tassello di una filmografia così unica e personale, fatta di sfumature retro, rapporti famigliari sghembi, scenografie di cartapesta e sentimenti inespressi. Texano che vive a Parigi, re dell’estetica hipster, radunatore di cast stellari numerosi come le comparse di un kolossal, ambienta nel deserto americano questa curiosa storia di elaborazione del lutto, confronti genitori-figli, adolescenti plusdotati e microvillaggi visitati dagli Ufo, passata in concorso al Festival di Cannes 2023.

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GOLDEN GLOBE 2015 – Tutti i premi

 

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É il trionfo di Boyhood. Alla 72° edizione dei Golden Globe avvenuta questa notte nella classica sede del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills in California, la pellicola di Richard Linklater si aggiudica tre Golden Globe tra cui quello come miglior film drammatico, miglior regista per e miglior attrice non protagonista per Patricia Arquette. L’opera girata nel corso di 12 anni tra il 2002 e il 2014, si spiana così la strada verso la notte degli Oscar del 22 febbraio, coronando un anno perfetto iniziato con la presentazione al Festival di Berlino e proseguito con la straordinaria accoglienza critica e di pubblico che il film ha ricevuto nei mesi seguenti.

Nonostante la vittoria annunciata di Boyhood, la sezione Cinema dei Golden Globe 2015 ha regalato svolte impreviste. Su tutti la sconfitta di Birdman. Il film di Inarritu si porta comunque a casa due premi (miglior attore in un film commedia o musicale per Michael Keaon e miglior sceneggiatura) ma perde la sfida diretta alla regia e a sorpresa non viene premiato come miglior film commedia o musicale, a discapito invece di Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.

Sorprese anche in altre categorie dove Amy Adams si aggiudica il Golden Globe come miglior attrice in un film commedia o musicale per Big Eyes. Il russo Leviathan batte il favoritissimo Ida come miglior film straniero. Stupore anche nel Golden Globe al miglior film d’animazione dove Dragon Trainer 2 sorpassa The Lego Movie, il favorito della vigilia. Premiato anche il film Selma – La strada per la libertà che ottiene il Golden Globe per la miglior canzone.

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GRAND BUDAPEST HOTEL di Wes Anderson (2014)

the-grand-budapest-hotel-posterDopo la presentazione alla Berlinale 2014, arriva finalmente nelle sale il nuovo lavoro dell’ex bambino prodigio del cinema americano Wes Anderson, l’attesissimo Grand Budapest Hotel. Racconto appassionato e melanconico di una belle époque ormai svanita, volatile e leggera come le tracce della fragranza maschile usata dal mitico concierge Gustave H. (Ralph Fiennes), la pellicola guarda al tempo in cui i Marriott e gli Hilton non spadroneggiavano ancora nel panorama dei resort di lusso. Sulla cima impervia di una montagna in un immaginario stato europeo si arrocca il Grand Budapest Hotel, rifugio dorato della bella gente degli anni trenta: sono in particolare le vecchie dame danarose a prenotarsi immancabilmente una suite per le vacanze, per farsi coccolare da Gustave, gran maestro d’albergo per vocazione, organizzatore impeccabile e impenitente seduttore di anziane dal pingue conto in banca.

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THE GRAND BUDAPEST HOTEL di Wes Anderson (2014)

the-grand-budapest-hotel-poster-vulturePartenza nostalgica per la Berlinale 2014 con l’apertura affidata all’ex bambino prodigio del cinema americano Wes Anderson e al suo The Grand Budapest Hotel. Racconto appassionato e melanconico di una belle époque ormai svanita, volatile e leggera come le tracce della fragranza maschile usata dal mitico concierge Gustave H. (Ralph Fiennes), la pellicola guarda al tempo in cui i Marriott e gli Hilton non spadroneggiavano ancora nel panorama dei resort di lusso. Sulla cima impervia di una montagna in un immaginario stato europeo si arrocca il Grand Budapest Hotel, rifugio dorato della bella gente degli anni trenta: sono in particolare le vecchie dame danarose a prenotarsi immancabilmente una suite per le vacanze, per farsi coccolare da Gustave, gran maestro d’albergo per vocazione, organizzatore impeccabile e impenitente seduttore di anziane dal pingue conto in banca.

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MOONRISE KINGDOM di Wes Anderson (2012)

Wes Anderson è uno di quei registi dotati di una precisa ed eccentrica identità stilistica, che finiscono spesso per dividere critica e pubblico.

E anche Moonrise Kingdom, ultima fatica dell’autore americano, è soggetta a questa tesi.

Siamo su un’isola al largo della costa del New England, nell’estate del 1965. Sam e Suzy sono due ragazzini di 12 anni che vengono colti da innamoramento precoce, stringono un patto segreto e scappano insieme nei boschi. Mentre una violenta tempesta si prepara ad abbattersi sulla costa e l’intera comunità della pacifica isola è in subbuglio, i genitori della ragazza, insieme a una tenace banda di scoutisti (bambini che si comportano da adulti), si affannano alla ricerca dei due fuggitivi…

 

 

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