È SOLO LA FINE DEL MONDO di Xavier Dolan (2016)

 

Mommy, a conti fatti, è stato un arma a doppio taglio per il giovane e talentuoso Xavier Dolan: nella sua dirompente e toccante precisione estetica e tematica da un lato ha definitivamente consacrato il regista canadese sul panorama internazionale, dall’altro ha portato il suo cinema ad un livello cui era difficile confermarsi. E infatti, È solo la fine del mondo, premiato con il Grand Prix e il Premio della giuria ecumenica all’ultimo Festival di Cannes, non riesce a raggiungere il livello dell’opera precedente, pur regalando spunti interessanti in una confezione accattivante.

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TOM A LA FERME di Xavier Dolan (2013)

 

A tre anni dalla presentazione in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva nelle sale italiane il quarto lungometraggio dell’enfant prodige canadese Xavier Dolan (classe 1989), recentemente premiato a Cannes per la sua ultima fatica Juste la fin du monde. Tom à la ferme, basato sull’omonima pièce teatrale dello scrittore Michel Marc Bouchard, è un film mutevole, sfuggente, perfetto nella sua calcolata imperfezione, che parte come un film intimista per poi assumere i tratti del melò classico prima di sfociare in un thriller dei sentimenti.

Dopo la morte del suo compagno, il giovane Tom (Xavier Dolan), straziato dal dolore, si insinua con toccante pudore nella casa (o fattoria, per rimanere fedeli al titolo) del compianto ragazzo, venendo in contatto per la prima volta con il fratello Francis e la madre Agathe, ignara dell’omosessualità del suo amato figlio. Segreti inconfessati e ambigui risvolti sentimentali sconvolgeranno il delicato equilibrio familiare.

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MOMMY di Xavier Dolan (2014)

mommyRecensione scritta al Festival di Cannes 2014:

Il ritorno di Xavier Dolan dopo Tom à la Ferme, visto alla Mostra di Venezia 2013, è stato presentato al Festival di Cannes 2014, dove Mommy è stata tra le pellicole più applaudite del concorso. In tendenza con la sua poetica cinematografica, il regista propone una nuova storia dai forti risvolti psicologici: Diane è vedova da qualche anno, vive insieme al turbolento figlio adolescente Steve. Il ragazzo, che soffre della sindrome da deficit di attenzione e iperattività, risulta sempre più difficile da gestire tanto che Diane chiederà aiuto a una vicina di casa.

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Mommy: intervista a Xavier Dolan

 

Ha solo venticinque anni, Xavier Dolan, e glielo si legge in quella faccia pulita e fascinosa, perfetto specchio di un enfant prodige che fa un cinema vitale e spericolato come pochissimi altri registi oggi sanno fare. La sua freschezza nell’affrontare i temi che gli stanno a cuore (l’identità sessuale, la figura della madre, l’adolescenza) appare senza pari, un indomabile fuoco sacro che accende ogni inquadratura dei suoi film e in virtù del quale egli non sembra preoccuparsi di apparire kitsch, eccessivo o tantomeno compiaciuto, spingendo l’asticella delle sue messe in scena sempre un po’ più in alto. Ma Dolan è, cosa che non stupisce, assai generoso anche nel parlare di se stesso e del suo cinema, come ha dimostrato nell’incontro romano con la stampa per la presentazione del suo ultimo lavoro, Mommy, Gran Premio della Giuria a Cannes e in uscita in Italia il 4 Dicembre.

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Cannes 67. Giorni 9 e 10. Ultimi film in concorso al festival. Spicca il sorprendente Mommy, di Xavier Dolan

Jimmys Hall

 

Jimmy’s Hall, di Ken Loach (2014)

Convince, anche se con qualche riserva, l’ultimo lavoro di Ken Loach Jimmy’s Hall, altro film applauditissimo dalla stampa internazionale. Il regista inglese racconta la vera storia di James Gralton, attivista politico irlandese che, all’inizio del secolo scorso, fu costretto a emigrare negli Stati Uniti prima di tornare in patria per combattere la guerra d’indipendenza. Leader comunista, Gralton sfidò le restrizioni della Chiesa Cattolica nell’Irlanda degli anni ’20 e aprì una sala da ballo dove poter condividere le sue idee politiche. Presentato all’interno del concorso, si tratta di un prodotto più che discreto, un po’ troppo didascalico nella realizzazione ma ugualmente profondo ed emozionante. Grazie al sempreverde tocco ironico del regista, Jimmy’s Hall riesce anche a divertire, inscenando vere e proprie gag fisiche che strizzano, anche se in minima parte, l’occhio al cinema delle origini. Jimmy’s Hall scorre piacevolmente per tutti i suoi minuti, senza mai però toccare vette elevate di cinema o emozione (ma forse non erano questi gli scopi del regista), concludendosi con un finale un po’ retorico e sempliciotto. 

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TOM A LA FERME di Xavier Dolan (2013)

locandina-film-tom-à-la-fermeArriva in concorso uno dei titoli più attesi di tutta la kermesse veneziana. Quarto lungometraggio dell’enfant prodige canadese Xavier Dolan (classe 1989), Tom à la ferme, basato sull’omonima pièce teatrale dello scrittore Michel Marc Bouchard, è un film mutevole, sfuggente, perfetto nella sua calcolata imperfezione, che parte come un film intimista per poi assumere i tratti del melò classico prima di sfociare in un thriller dei sentimenti.

Dopo la morte del suo compagno, il giovane Tom (Xavier Dolan), straziato dal dolore, si insinua con toccante pudore nella casa (o fattoria, per rimanere fedeli al titolo) del compianto ragazzo, venendo in contatto per la prima volta con il fratello Francis e la madre Agathe, ignara dell’omosessualità del suo amato figlio. Segreti inconfessati e ambigui risvolti sentimentali sconvolgeranno il delicato equilibrio familiare.

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