TFF 2018: WILDLIFE – La recensione

 

Presentato alla settimana della critica dell’ultimo Festival di Cannes prima dello sbarco in concorso al 36simo Torino Film Festival, Wildlife è un esordio solido e maturo. Paul Dano, celebre attore del sottobosco autoriale hollywoodiano, porta sul grande schermo un dramma familiare di tutto rispetto, basato e sostenuto dalle perfette interpretazioni dei suoi protagonisti Jake  Gyllenhaal e Carey  Mulligan che, probabilmente poiché guidate da un loro “collega”, riescono a coinvolgere al punto giusto il pubblico in un avvolgente e potentissimo ritratto di famiglia (con tempesta).

Il nucleo intimo e quotidiano messo in scena dall’autore non è nient’altro il riflesso di una società più ampia che fatica, ancora oggi, a mostrarsi più debole e “umana” di quanto non debba apparire. Le insidie erano molteplici e sempre pronte ad avere la meglio, ma Dano riesce nella (difficile) impresa di schivarle con stile e condurre la barca in porto grazie a un finale di rara bellezza pronto a rimanere nell’immaginario del pubblico. Il film non è nulla di sconvolgente o originale, ma lascia ottimamente sperare per il proseguo della carriera registica del suo ideatore.

Voto: 2,5/4