THE ASSASSIN di Hou Hsiao-hsien (2015)

 

A distanza di sette lunghissimi anni da Le Voyage du Ballon Rouge (e con un anno di ritardo nelle sale italiane) ecco il nuovo attesissimo film diretto da Hou Hsiao-hsien. The Assassin (presentato a Cannes 2015 e al 33esimo Torino Film Festival) ha alle spalle una gestazione lunga tanto quanto il periodo di silenzio del regista e ci vogliono solo pochissimi minuti per capire come il lavoro di preparazione non sia stato vano.

Il film infatti è dotato di una potenza stilistica fuori dal comune. Assolutamente curato in ogni sua inquadratura, il lavoro è un susseguirsi di colori, costumi, scenari e riprese mozzafiato. Ovviamente lo scopo non è solo quello di costruire una parata artificiosa che ricerchi la meraviglia; il regista infatti vuole condurre lo spettatore in un mondo parallelo fatato seppure decisamente umano e a tratti contemporaneo.

The Assassin è un’opera contemplativa (ecco spiegato anche il motivo di un ritmo pedante e a rilento, al quale è difficile resistere se non con estrema pazienza) che ricerca continuamente la quiete sia psicologica (come sembra suggerire la storia del film) che rappresentativa. Infatti, e questo è uno degli elementi più interessanti e riusciti dell’intero progetto, il titolo rientra (o per lo meno rientrerebbe) nel filone wuxia. Hsiao-hsien però prova a mescolare le carte in tavola giocando per sottrazione e riducendo al minimo le scene d’azione e gli spettacolari combattimenti coreografici.

In questa nuova ottica stilistica, non si può non apprezzare il coraggio dell’operazione, la riuscita del suo impatto (bellissima la sequenza ambientata nel bosco) e la solidità di fondo. Sicuramente, come già detto, non si tratta di una visione digeribile ai più (qualche svolta narrativa più marcata forse avrebbe giovato) però di certo siamo di fronte a un film dal forte valore artistico che, non a caso, ha conquistato (solo) il premio alla miglior regia al Festival di Cannes.

 Voto: 3/4