The Basics of Philosophy di Paul Schrader, la recensione
di Valeria Morini
Le tematiche alla base dei film di Schrader sono una delle certezze della cinematografia americana: il senso di colpa, il bisogno di redenzione – o addirittura di assoluzione – di un uomo solo. Ce lo dice l’infinita carrellata di personaggi maschili della sua filmografia, da Travis Bickle a Julian Kay fino ai protagonisti della splendida trilogia formata da First Reformed, The Card Counter e The Master Gardener.
Molti di questi personaggi hanno compiuto atti esecrabili, dall’Oscar Isaac ex aguzzino di Abu Ghraib al Joel Edgerton con un passato da neonazista. Se quest’ultimo trovava rifugio nella cura dei fiori, qualcosa di simile accade al professore interpretato da Jack Huston (nipote del grande cineasta John Huston e con un lunga ascendenza nobiliare per parte materna, buon attore qui non a livelli eccelsi e regista di un film discreto, Il giorno dell’incontro). Il protagonista John è un vero intellettuale che si cerca conforto nello studio della morale: insegna fondamenti di filosofia in università, sta scrivendo un saggio su Spinoza e ha una timida relazione con una collega (Sofia Boutella). Una vita poco emozionante ma impeccabile, dove però il ricordo di un episodio del suo passato e la morte del padre lo costringono a confrontarsi con i suoi fantasmi e il rimorso: riuscirà a essere finalmente se stesso o continuerà a nascondersi dietro la facciata di uomo irreprensibile?
Lo stile di Schrader è sempre più rarefatto, in sottrazione, algido e cerebrale. Se in First Reformed e The Card Counter riusciva a esplodere in momenti di grandissimo cinema, The Basics of Philosophy segna un passo indietro e colpisce solo parzialmente nel segno. Il film tarda a decollare, barcolla un po’ e, non ultimo, affronta i temi dell’omosessualità (repressa) e della pederastia finendo con l’associarli in modo ambiguo. Il finale, però, è forte come un pugno nello stomaco e riscatta almeno parzialmente un’opera altalenante sull’incapacità di accettarsi e affrontare i propri demoni.
Voto: ★★/☆☆☆☆
