THE CIRCLE di James Ponsoldt (2017)

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La giovane Mae Holland (Emma Watson) viene assunta presso un’importante azienda informatica e di telecomunicazioni chiamata The Circle, e fondata dall’imprenditore Eamon Bailey (Tom Hanks). Entusiasta del nuovo lavoro, Mae scoprirà suo malgrado che l’azienda nasconde piani segreti e l’intenzione di usare la tecnologia a disposizione di The Circle per avere completo accesso alle informazioni private di chiunque nel mondo. Tratto dal bestseller internazionale Il cerchio (The Circle) scritto da Dave Eggers nel 2013, The Circle è il quinto film del regista James Ponsoldt, che torna dietro la macchina da presa due anni dopo il precedente The End of the Tour. Presentato in anteprima al Tribeca Film Festival e scritto dallo stesso Eggers insieme a Ponsoldt, il film vede nel cast l’attrice Emma Watson affiancata dall’attore due volte Premio Oscar Tom Hanks.

Dopo aver affrontato un biopic atipico con il film precedente dedicato alla figura dello scrittore David Foster Wallace, con The Circle, Ponsoldt realizza un thriller drammatico con sfumature sci/fi e guardando anche al cinema Young Adult. Se la messa in scena e l’immaginario high tech e asettico risulta poco inventivo, nella sua prima parte il film sembrerebbe voler imbastire un interessante discorso sul vedere e sull’essere osservati nel mondo digitale e contemporaneo di oggi, attraverso l’essere perennemente collegati e connessi, in una specie di opera fantascientifica sulle possibilità del presente e sulla frammentarietà dell’identità.

Purtroppo la pellicola abbandona ben presto tentativi teorici e ambizioni di scrittura e si poggia su più previste derive di stampo orwelliano, dove The Circle viene visto come una specie di Grande Fratello 2.0 su cui si aggiunge l’ovvia ambiguità del fondatore interpretato da Hanks. Così il film si abbandona a una sorta di racconto distopico sull’essere controllati e sul monito della distruzione della privacy individuale. Ma i toni sono purtroppo confusi e disequilibrati e si tentano dilemmi etici un po’ stantii, come il discorso sull’accesso a informazioni illimitate come fonte di potere. The Circle si perde nella ricerca della propria identità narrativa senza trovarla pienamente, alternando l’elemento da drama thriller a un racconto più moraleggiante che trasforma il finale in una favola vagamente utopista e dove la sceneggiatura comunque zoppica e risulta poco illuminante e rivelatoria sulle cose che mette in scena.

Voto: 2/4