The Invite di Olivia Wilde, la recensione
di Valeria Morini
Dopo La rivincita delle sfigate e il chiacchieratissimo (per ragioni squisitamente extracinematografiche) Don’t Worry Darling, Olivia Wilde si cimenta nella sua terza regia con il remake del film spagnolo Sentimental (già oggetto di vari rifacimenti in tutto il mondo, compreso l’italiano Vicini di casa). La regista stessa si ritaglia il ruolo di uno dei quattro protagonisti, insieme a Seth Rogen, Edward Norton e Penélope Cruz.
Scritta da Rashida Jones e Will McCormack, The Invite si concentra su due coppie agli opposti. Joe (Rogen) e Angela (Wilde) stanno chiaramente affrontando un periodo di crisi sentimentale e personale: sposati da anni e ormai assuefatti alla routine, lui è fortemente depresso, lei insoddisfatta e annoiata, tanto da prendere l’iniziativa di invitare a cena i passionali ed eccentrici vicini di casa, Piña (Cruz) e Hawk (Norton). Letteralmente intrappolati nella loro bellissima casa appena arredata, Joe e Angela vivono di rimpianti, mentre l’altra coppia appare frizzante e addirittura pone loro la classica “proposta indecente” che potrebbe dare una svola al loro rapporto (ma sarà davvero così?).
The Invite, accompagnato nella versione italiana dal sottotitolo Il piacere è tutto nostro dal facile doppio senso, è una commedia agrodolce da camera interamente filmata in un interno borghese, in unità di luogo e di tempo. Viene inevitabilmente in mente Carnage, con cui condivide la scena occupata da soli quattro personaggi, ma i toni sono ben più leggeri e meno improntati sulla sferzante critica sociale rispetto al film di Polanski. Anche il livello qualitativo non arriva certo a quelle vette, ma il film della Wilde è un buon prodotto con qualche tocco alla Woody Allen, ben scritto e in grado di scavare nelle criticità del rapporto di coppia.
Norton/Cruz risultano un po’ stereotipati (ma l’attrice spagnola brilla sempre per naturalezza), mentre i personaggi di Wilde/Rogen inteneriscono e ci ricordano i protagonisti del miglior cinema americano indipendente tutto improntato sulla scrittura. Se la pur discreta interpretazione di lei appare a volte forzata, il vero asso nella manica del film è la grande performance di Seth Rogen tra il comico e il tragicamente malinconico, per un attore che (vedi anche la sua serie tv The Studio) sta finalmente tirando fuori le sue qualità.
Curiosità: la Diane cui il film è dedicato è Diane Keaton, scomparsa l’11 ottobre 2025.
Voto: ★★★½/☆☆☆☆
