THE LONE RANGER di Gore Verbinski (2013)

the-lone-ranger-locandinaL’attore più promettente della generazione dorata dei Nineties alle soglie dei cinquant’anni sembrava parecchio bollito. Imbolsito, vittima di un pedestre lifting e intrappolato in ruoli per ragazzini in serie o in astrusi travestimenti che restituivano molta gigioneria e poco genio. Insomma, Johnny Depp era dato per disperso. E invece torna, compiuti i cinquant’anni, dando vita a un personaggio memorabile, un indiano (perche’ si sa Johnny ha sangue Cherokee ed è molto sensibile alla causa dei nativi, vedi anche la sua unica regia, l’ingiustamente snobbato Il coraggioso – The Brave), naturalmente sui generis ma in forma smagliante.


Tuttavia non di solo Johnny vive The Lone Ranger, per quanto i suoi gustosi scambi comici con Armie Hammer siano davvero irresistibili.
Del resto, che Gore Verbinski fosse un signor regista di avventure epiche “come si facevano una volta” si sapeva dai tempi dei Pirati dei Caraibi. Che avesse una particolare predilezione nostalgica per il western l’aveva dimostrato con Rango, splendido, colto e intelligente omaggio al genere.
Che sapesse trasformare la materia, traendo nuova linfa dal già detto (The Lone Ranger viene da una vecchia serie tv) era evidente dalla geniale operazione The Ring.

Basta aggiungere un cast in splendida forma (oltre a Depp, bravissimo anche il bellimbusto attonito Hammer e la sempre memorabile Helena Bonham Carter, prostituta con gamba d’avorio), una serie di sequenze emozionanti (tutto il finale è da antologia), una sceneggiatura classica ma non banale con tutti gli ingredienti western al loro posto (scomparsa dei miti, modernità che avanza, razzismo verso i nativi americani, malvagità dei bianchi, avidità per l’oro, valore dell’amicizia tra uomini), qualche tocco di comicità demenziale e voilà!

The Lone Ranger è tante cose in uno: autentico western contemporaneo, action movie come si deve, intrattenimento leggero (ma non così tanto, in fondo) adatto a tutti, sentito omaggio al cinema, insieme di divertenti prove attoriali.

Consigli per l’utilizzo: lasciare a casa lo snobismo dei finti cinefili (che fa dire, stupidamente: marchio Disney = orrore) e godersi due ore e mezza di puro divertimento visivo, un grande Johnny Depp, una regia notevole e il piacere di tornare a godersi l’incanto fantastico e spensierato di una volta.

 

Voto: 3/4

 

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