TORINO FILM FESTIVAL 2014: uno sguardo d’insieme

Giunto al suo trentaduesimo anno di vita, il Torino Film Festival ha reso noto oggi il menù della prossima rassegna. 197 titoli, 65 lunghi, 45 anteprime mondiali, 23 anteprime internazionali, 3 anteprime europee, 70 anteprime italiane. Questi sono i numeri dell’edizione che prenderà il via il 21 Novembre nella capitale piemontese. Ma, come da sempre questo Festival ci ha abituato, non è la quantità il suo punto forte, bensì la qualità.

Anche quest’anno la rassegna infatti può vantare grandi nomi di richiamo a cominciare dall’ultimo film di Woody Allen, Magic in the moonlight, passando per A Second Chance di Susanne Bier, The Homesman (diretto da Tommy Lee Jones), La chambre bleue di Mathieu Amalric, l’ultimo lavoro attoriale di Tom Hardy (The Drop, film in cui appare per l’ultima volta il volto del compianto James Gandolfini), Robert Pattinson (protagonista di The Rover, thriller ad alta tensione diretto da David Michod) ecc.

Da sempre però il team di selezionatori del festival è molto attento soprattutto al cinema indipendente (ricordiamo che la sezione del concorso accoglie opere prime, seconde o al massimo terze). Dunque ci sarà spazio per giovani talenti ancora sconosciuti al pubblico italiano. Appartengono a questa categoria lo svedese Ruben Ostlund con il suo lavoro Tourist già apprezzato a Cannes, stesso dicasi per Jauja, firmato dall’argentino Lisandro Alonso e per il film d’esordio dell’americano Ned Benson che racconta una storia d’amore (tra Jessica Chastain e James McAvoy) ripresa seguendo prima il punto di vista di lui e poi quello di lei formando così un dittico cinematografico che si preannuncia molto interessante.

Ma non è finita qua. Infatti come ogni anno ci sarà modo di poter ammirare capolavori restaurati per l’occasione. Sarà la volta di Via col vento, Profondo Rosso e Il gabinetto del dottor Caligari. Ampio spazio anche ai titoli della New Hollywood (retrospettiva complementare a quella della precedente edizione) da Duel di Spielberg a Il Laureato. Una parentesi verrà interamente dedicata a Giulio Questi e una all’americano Jim Mickel che avrà modo di presentare il suo ultimo lavoro Cold in July. Le tinte horror da sempre care al Festival saranno rappresentate anche dalla sezione Aftehours che, tra gli altri, ospiterà l’ultimo lavoro di Sion Sono (abituè della rassegna) e il lungometraggio It Follows, di David Robert Mitchell.

Tanto anche il cinema italiano presente tra documentari, esordi e commedie corali (in primis Ogni maledetto Natale, diretto dai creatori di Boris e prossimamente sui nostri schermi).

Insomma, nonostante i continui tagli economici a cui il Festival di Torino è sottoposto, le premesse sono molto alte. Come ha sottolineato il direttore dell’evento, Emanuela Martini, durante la conferenza stampa, il Festival seguirà una linea più sobria limitando le spese sul «gigantesco logo rosso che significava la presenza del TFF, in piazza Castello e San Carlo, insieme con le feste on the road, la madrina del festival e altre amenità» ma non sulla qualità. Per nostra fortuna.

Ricordandovi che i-FilmsOnline seguirà per intero la manifestazione vi rimandiamo l’appuntamento al 21 Novembre.