TOTAL RECALL – ATTO DI FORZA di Len Wiseman (2012)

total recallRicordiamo per voi. Ecco una delle traduzioni (insieme a Chi se lo ricorda, Ricordi per tutti, Ricordi in vendita e al più noto Memoria totale) del racconto di Philip K. Dick We Can Remember It For You Wholesale, da cui è tratto Total Recall – Atto di forza, per la regia di Len Wiseman (Underworld). Viene spontaneo, durante la visione, pensare al titolo originale dello scritto e pregare che qualcuno, al posto nostro, abbia il ricordo delle immagini sullo schermo.

Remake del notorio Atto di forza di Paul Verhoeven (1990) con Arnold Schwarzenegger, il film racconta l’epopea dell’operaio Douglas Quaid (Colin Farrell) che, stanco di una vita monotona e frustrante, decide di affidarsi alla Rekall, una compagnia che regala viaggi virtuali trasformando i sogni in veri e propri ricordi. La procedura, però, non funziona e risveglia sprazzi di una vita precedente in Quaid il quale, diventato il ricercato numero uno, dovrà fuggire e tentare di ricomporre i pezzi di un puzzle davvero spinoso.

 

 

 

 

Decisamente meno fedele al romanzo di Dick rispetto all’antecedente (differenza sostanziale: il pianeta Marte scompare, sostituito da una più generica Colonia opposta alla cosiddetta UFB, Unione Federale Britannica), Total Recall è l’ennesima testimonianza della crisi del genere fantascientifico (l’ultima opera degna di nota in questo senso è Minority Report, sempre tratto da Dick, e risale ormai a dieci anni fa) e della pochezza di idee da parte delle grandi produzioni hollywoodiane, che sfornano remake superficiali e poco pensati. La vicenda dell’uomo che lotta per scoprire il proprio passato perde totalmente quel senso di ambiguità proprio delle pagine dello scrittore statunitense (che affrontano il tema del labile confine tra realtà e illusione), concentrandosi su una metaforica, superficiale e scontata oppressione sociale ed economica. E l’operazione risulta ancor più penosa se confrontata con il film di Verhoeven: certo, anche in quel caso la raffinatezza del racconto andava perduta, ma era compensata da una carnalità esplosiva di immagini, protagonisti ed effetti speciali, con sequenze entrate di diritto nell’immaginario collettivo (il “travestimento” con cui Schwarzy tenta di superare la dogana per andare su Marte; le deformazioni dovute alla mancanza di ossigeno sul pianeta rosso; il mutante Kuato, capo dei ribelli) e un protagonista umano sotto ogni prospettiva, emblema del proletariato che lotta per la sopravvivenza; con annessi tocchi di geniale ironia che sono totalmente assenti nel rifacimento di Wiseman, ridotto a chiassoso e ripetitivo action pieno di inseguimenti e lotte. A coronare il tutto, attori insulsi (Farrell e Biel) se non a dir poco irritanti (la Beckinsale provoca istinti omicidi).

Consiglio spassionato: godetevi l’originale.

Tornate al 1990.

                                                                                                                                                                                               Voto: 1/4