TRENO DI NOTTE PER LISBONA di Bille August (2013)

trenoUn film nato vecchio: si può definire così Treno di notte per Lisbona, ultima fatica del danese Bille August con protagonista Jeremy Irons, presentata fuori concorso all’ultimo Festival di Berlino.

L’attore interpreta Raimund Gregorius, un professore svizzero che conduce un’esistenza monotona e ordinaria. La sua vita cambierà dopo aver salvato una ragazza in procinto di gettarsi in un fiume: grazie a lei conoscerà un libro portoghese che lo convincerà a partire immediatamente per Lisbona, all’insaputa di tutti.

 

Tratto dall’omonimo romanzo di Pascal Mercier, Treno di notte per Lisbona è un melodramma che paga fin dai primi minuti il complesso passaggio sul grande schermo. Altalenante nel suo andamento narrativo, il film è mal bilanciato tra una prima parte troppo frettolosa e una seconda ridondante ed eccessivamente didascalica.

Il risultato è un classico polpettone all’europea, piuttosto indigesto e cucinato grossolanamente: persino la ricostruzione storica (degli anni ’70) è costruita con scarse idee, più adatta a una fiction televisiva che a un passaggio sul grande schermo.

 

Bille August, tornato dietro la macchina da presa a sei anni di distanza da Goodbye Bafana, ha perso da diverso tempo il tocco dei suoi giorni migliori (da ricordare Pelle alla conquista del mondo, Palma d’Oro a Cannes nel 1988) e conferma purtroppo tutti i limiti emersi nell’ultima parte della sua carriera: l’eccessivo ricorso alla retorica e la piattezza del montaggio in primis.
Tra le note positive, da menzionare l’intensa performance di Jeremy Irons, a cui tiene testa soltanto la sempreverde Charlotte Rampling, nelle poche sequenze in cui è in scena.

Gli altri attori, tedeschi o francesi o inglesi che si spacciano per portoghesi, si prodigano in una recitazione inutilmente enfatica e totalmente inadeguata a una produzione di questo tipo.

 

Voto: 2/4

 

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