Trieste Science+Fiction Festival: la recensione di BOYS FROM COUNTY HELL

 

Chris Baugh presenta il suo film Boys from County Hell al Trieste Science+Fiction Festival e sicuramente conquista di diritto un bel posto realizzando un film horror fuori dai normali canoni. Eugene (Jack Rowan) vive in un paese dell’Irlanda, Six Mile Hill, la cui unica attrattiva turistica è la prima documentazione su Abhartach, da cui poi Bram Stoker avrebbe preso spunto per realizzare il celebre romanzo Dracula. Il ragazzo passa le giornate al pub insieme ai suoi amici, provando a sbarcare il lunario, quando un incidente in cui è coinvolto il suo migliore amico lo convince a lavorare insieme al burbero padre (Nigel O’Neill) a una nuova tangenziale per costruire la quale bisogna spostare la tomba che ospiterebbe il primo vampiro.

Come si sa, tutte le leggende hanno un fondo di verità, in questo caso profonda quanto una bara: non appena si sposta il luogo dell’eterno riposo di Abhartach, ecco che strani eventi iniziano ad accadere. Eugene e i suoi amici non si lasciano fermare da nulla, nemmeno nel compiere azioni molto rischiose che mettono a repentaglio la loro stessa vita pur di salvare quella dei loro concittadini.

Baugh ci presenta un film non nuovo a soggetti come questo, forse vecchio quanto il cinema stesso (ricordiamo che il primo film su Dracula, Nosferatu il vampiro è del 1922). Il regista conosce molto bene quanto già realizzato, prende tutto e lo mischia sapientemente aggiungendo un pizzico di commedia e di sana ironia al fine di realizzare un film godibile, divertente e scanzonato. È proprio questo a convincere lo spettatore, che rimane piacevolmente colpito perché comprende di non trovarsi solo davanti all’ennesima versione della lotta contro il mostro simbolo del male primigenio, ma anche al tentativo di aggiungere una particolare visione del regista a questo genere forse un po’ troppo inflazionato.

Menzione d’onore e grande rispetto va al personaggio del capocantiere nonché padre di Eugene e vera spalla del protagonista, che si dimostra non solo mentore ma anche eroe che merita di rimanere negli annali del genere. Colpisce ed è molto azzeccata la colonna sonora che fa da sfondo alla vicenda, che aggiunge un tocco di classe.

Voto: 2,5/4