TURBO di David Soren (2013)

turbo-locandina-italianaSi aspettava la conferma, la definitiva – se ancora servisse – consacrazione. La Dreamworks ci aveva abituati a seguire il suo percorso che, dopo il picco Shrek, aveva ripreso un andamento altalenante, salendo pian piano, film dopo film, e arrivando ai capolavori – Dragon Trainer – per poi scendere – Il gatto con gli stivali, Megamind – e salire ancora arrivando a Le 5 Leggende e I Croods. Si sperava un’inversione di tendenza, una sorta di continuità, e per questo gli occhi erano puntati su Turbo, che purtroppo conferma la regola: non è sicuramente un flop, ma è come se risentisse degli stessi difetti che hanno colpito il film d’animazione Pixar che più gli somiglia, Cars.

La storia di una lumaca che sogna di divenire il miglior pilota d’automobili di tutti i tempi è un soggetto senza dubbio affascinante, potenzialmente esilarante e per nulla scontato. Turbo, infatti, stanco della monotona vita della sua colonia di lumache, dopo il tramonto si perde nei video di Guy Gagne, 5 volte campione della 500 miglia di Indianapolis. Dopo un’incredibile incidente, Turbo ottiene il dono – in stile supereroe – di viaggiare a velocità incredibile, portandolo a traguardi inaspettati e facendo ricredere tutta la comunità di lumache che lo derideva. Eppure si sente che qualcosa manca, come se il film fosse una bella incompiuta, che non riesce mai a dare l’accelerata decisiva per elevarsi nell’olimpo dei grandi.
A differenza degli altri grandi capolavori Dreamworks, in questo caso si è deciso di concentrarsi molto di più su un pubblico di giovanissimi, tralasciando tutta la componente adulta che aveva permesso anche riflessioni importanti e profonde, non restando nella superficialità dell’intrattenimento. Turbo, invece, va valutato secondo due punti di vista differenti: se lo si guarda come film d’animazione destinato al grande pubblico allora i difetti presenti sono enormi, mentre, invece, si tratta di un meraviglioso divertissement per i bambini, che senza dubbio potranno passare 90 minuti di risate, emozioni e gare automobilistiche favolose. Certo, l’aspetto tecnico resta indiscutibile, infatti ora il livello raggiunto riesce ad eguagliare la Pixar senza alcun problema, e se si aggiunge che per i protagonisti hanno prestato le loro voci attori del calibro di Samuel L. Jackson, Snoop Dogg, Ryan Reynolds e Paul Giamatti si può facilmente intuire che la versione originale si arricchisce senza dubbio di questo elemento di interesse ulteriore. In realtà non è vero che il confronto Pixar-Dreamworks è vissuto senza problemi: ce n’è uno ora, e si chiama Monsters University: in Italia esce a due soli giorni di distanza da questo film e, purtroppo per la Dreamworks, è destinato a vincere a mani basse il confronto.

 

Voto: 2,5/4

 

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