UNA NOTTE DA LEONI 3 di Todd Phillips (2013)

Locandina di Una notte da leoni 3Verrebbe quasi da chiamarla la maledizione del terzo film. Ormai è quasi prassi che nelle trilogie sia l’ultimo capitolo a deludere, è successo con quasi tutte le serie dei supereroi (escludendo quella di Christopher Nolan), è successo con Matrix – in cui ci si poteva fermare semplicemente al primo – e succede anche con Una Notte da Leoni 3, l’ultimo capitolo che narra le vicende tragicomiche di Alan e soci.

Dopo il primo esilarante capitolo ambientato a Las Vegas e il secondo, fotocopia del primo a Bangkok, ecco che la storia del “branco” arriva ad un punto di svolta. Phil (Bradley Cooper) è sposato, come del resto Doug (Justin Bartha) e Stu (Ed Helms), per cui mancherebbe solo Alan (Zach Galifianakis), ma Todd Philips sceglie una strada diversa, improntando la trama sulla fuga di Mr. Chow (Ken Jeong) dalla prigione di Bangkok e da tutti i disastri conseguenti per i 4 ragazzi, che mentre portano Alan in un opsedale psichiatrico vengono assaliti da alcuni sconosciuti, che prendono in ostaggio Doug per avere in cambio Mr. Chow.

 

 

La domanda sorge spontanea, al termine di 100 minuti in cui forse si ride solo una volta: se non c’è un’idea forte di trama, perché intestardirsi e avvelenare il ricordo di due commedie esilaranti come Una Notte da Leoni e Una Notte da Leoni 2? A dire la verità Todd Philips aveva fatto davvero centro solamente con il primo capitolo, anche perché Parto col folle, con Galifianakis e Robert Downey Jr. già era sembrata una caduta di stile, gratuitamente volgare e poco divertente. Il paradosso è che questo film è il meno volgare e spinto della trilogia, e forse anche da questo si vede l’appagamento, il fatto di essersi adagiati sugli allori del successo passato senza saper proporre una valida novità, un rinnovamento capace di intrattenere e far ridere. Forse il peggio è che si resta impassibili, indifferenti per tutta la durata della pellicola: non una gag esilarante, una colonna sonora anonima, sequenze piatte, montaggio elementare, in un misto di banalità che deluderà chi non vedeva l’ora di assistere a questo ultimo capitolo. Chi invece non ha mai visto i primi due film, si troverà completamente escluso e spiazzato, in quanto, con Una Notte da Leoni 3, è come se Philips avesse cercato di arrampicarsi sugli specchi tirando le fila con situazioni prese dai precedenti capitoli, riportando i ragazzi a Las Vegas, conservando la macchietta volgare di Mr. Chow, e inserendo alcuni flashback ad indicare una storia che è arrivata al capolinea. Peccato che Philips sia scivolato, e se la domanda è “cosa poteva fare diversamente?”, la risposta è semplice: fermarsi prima.

 

Voto: 1,5/4

 

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