VIALE DEL TRAMONTO di Billy Wilder (1950)

locandina-viale-del-tramontoDomenica 16/03/14, ore 16.00, RAI MOVIE

 

“Riceveva ventimila lettere la settimana. Gli uomini pagavano il suo parrucchiere per avere una ciocca dei suoi capelli, ci fu un Maraja che venne dall’India per avere una delle sue calze di seta. Quando la ottenne ci si strangolò.”

Norma Desmond, la diva. Norma Desmond, la leggenda. Il volto di Gloria Swanson dà vita ad uno dei personaggi più memorabili del grande schermo. L’anziana attrice del muto che vive di ricordi, circondata dalle reliquie del suo glorioso passato (“Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo”) e nutrita di illusioni, caviale e champagne, in attesa di un utopico ritorno sulle scene, rappresenta una delle vette della Settima Arte: la mano sapiente del geniale Billy Wilder tratteggia con cinismo il dorato mondo dello star system definendone inganni e ipocrisie. Un’opera tagliente e corrosiva, talmente crudele nella sua limpidezza da risultare sgradita a Hollywood, inquietante nel cogliere le intersezioni tra finzione e realtà: Max von Mayerling, fedele maggiordomo della Desmond ed ex regista caduto in disgrazia, è interpretato dall’immenso Erich von Stroheim, autore realmente (e ingiustamente, per usare un eufemismo) in declino che aveva diretto Gloria Swanson in Queen Kelly, produzione abortita a causa della (mai troppo rimpianta) megalomania del suo creatore. Il mantenuto di lusso Joe Gillis è interpretato da William Holden, sostituto di Montgmery Clift che rifiutò il ruolo. Camei di Buster Keaton, Cecil B. DeMille e Hedda Hopper. Candidato ad undici Oscar, ne vinse (scandalosamente) solo tre: sceneggiatura originale (di Wilder, Charles Brackett e D. M. Marshman Jr.), colonna sonora, scenografia.

Capolavoro indimenticabile.