VOGLIAMO VIVERE! di Ernst Lubitsch (1942)

Vogliamo-vivere- To-Be-or-Not-to-Be-Ernst-Lubitsch-poster-586x829A volte ritornano, ed è sempre meraviglioso quando accade. Ecco perché nelle sale italiane, dal 30 maggio, verrà riproposta una versione restaurata di To be or not to be (uscito originariamente in Italia come Vogliamo vivere!), capolavoro del 1942 diretto da Ernst Lubitsch.

Nel 1939, dopo l’invasione dei nazisti in Polonia, una compagnia teatrale locale, con a capo Joseph Tura (Jack Benny) e sua moglie Maria (Carole Lombard), rimane disoccupata. Quando il tenente Sobinski (Robert Stack) chiede aiuto per la Resistenza, inizia un incredibile missione di salvataggio che vedrà protagonisti tutti gli attori della compagnia, in un esilarante complotto antinazista per arrivare alla salvezza.

 

Sono state tante le parodie del nazismo e di Adolf Hitler, o comunque film dove si riproponeva in tono da commedia il dramma dell’invasione nazista. Basti pensare a Il grande dittatore, di Charlie Chaplin, o a Bastardi Senza Gloria di Quentin Tarantino, che senza dubbio in alcune sequenze ha tratto ispirazione e omaggiato il film di Lubitsch, uno dei più divertenti in assoluto girati sull’argomento. Certo che ci voleva molto coraggio nel 1942, in piena dittatura nazista, a produrre un film simile, che sbeffeggia Hitler e i cardini del nazismo in maniera evidente ed esilarante, regalando una satira politica con pochi paragoni. Senza dubbio questa pellicola fu fonte di speranza per sdrammatizzare su una situazione terribile, e la risata poteva essere l’unica via di uscita per non cadere nella depressione più assoluta, ed è ancora più significativo che a realizzarla sia un regista tedesco, che in questo modo firma la sua totale critica a ciò che il suo paese sta facendo, cercando invece di portare il buonumore con una serie di commedie splendide, di cui To be or not to be è forse capostipite. Stupisce il ritmo narrativo con cui è scandita l’azione, pressoché perfetto, anche grazie ad una sceneggiatura intricata ma fluida, ricca di colpi di scena, di situazioni ambigue e di gag esilaranti, per cui non ci si stupisce che Mel Brooks abbia voluto farne un remake nel 1983, dal titolo Essere o non essere. Lubitsch, da grande regista quale è, regala anche inquadrature impeccabili, alternando primi piani e momenti di stasi, alternandoli all’azione senza freni, con dialoghi comici e interpretazioni favolose degli attori, su cui chiaramente brillano i due protagonisti, che portano nostalgia per un cinema indubbiamente cambiato, non per forza in peggio, ma che senza dubbio nella maggior parte dei casi ha perso qualcosa con l’avvento dell’effetto speciale, sempre più atto ad ammaliare gli occhi ma non la mente. Imperdibile per chi ama la commedia, To be or not to be è un esempio da seguire, una pellicola capace di far ridere ma anche di commuovere. Vero cinema, insomma.

 

 

 

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