A dire il vero di Nicole Holofcener, la recensione

di Valeria Morini

Siamo disposti a stare con una persona che, al di là dei sentimenti, non apprezza quello che facciamo? L’interrogativo è al centro di A dire il vero (You Hurt My Feelings) di Nicole Holofcener, regista e sceneggiatrice americana indipendente. Presentato già in anteprima fuori concorso al Torino Film Festival, vede al centro la coppia formata da Julia Louis-Dreyfus e Tobias Menzies. Scrittrice lei, psicoterapeuta lui: una vita e una relazione che sembrano perfette, con un figlio 23enne e una stabilità affettiva e professionale. Ma tutto si incrina quando lei scopre una verità che la ferisce: lui, semplicemente, detesta il romanzo che la moglie sta scrivendo.

Trama esilissima e dialoghi divertenti e brillanti sono lo schema di questa pellicola calata in una New York colta e raffinata che si fa essa stessa personaggio. Il tutto si racchiude in una baruffa famigliare che ci racconta soprattutto delle nostre insicurezze e delle nostre paure di essere mediocri come partner, genitori o professionisti.

Certamente You Hurt My Feelings soffre della carenza di un autentico conflitto tra i protagonisti e appare come un divertissement un po’ depotenziato, con tanto di risoluzione rapida e indolore. Cos’ha di interessante allora il film della Holofcener? La risposta sta nella sceneggiatura, fresca, naturale e piacevole, che la conferma come un’ottima autrice (ha scritto tra le altre cose anche Copia originale, passato sempre al TFF che peraltro ha ospitato anche il suo Non dico altro, ultimo film con James Gandolfini). E nelle belle interpretazioni di Julia Louis-Dreyfus e Tobias Menzies che caratterizzano due personaggi imperfetti, in realtà tutt’altro che pienamente realizzati, alle prese con il tempo che passa, le insoddisfazioni, i capricci di una generazione che forse non ha mai saputo maturare.

Voto: 2/4