ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO di Matteo Oleotto (2013)

zoran-il-mio-nipote-scemo-locandinaEl vin xè la salute,

l’acqua xè il funeral.

Chi lassa il vin terran

xè propri un fiol de un can”

Sbarca in sala quello che è stato il vero fenomeno italiano della scorsa Mostra di Venezia (dove ha vinto la Settimana della Critica), almeno a giudicare dall’incredibile seguito di pubblico riscosso durante la presentazione al Lido: parliamo di Zoran, il mio nipote scemo, coproduzione italo-slovena diretta dall’esordiente Matteo Oleotto e interpretata da un gigantesco (in tutti i sensi) Giuseppe Battiston e dal mitico caratterista Teco Celio.

La storia è quella di Paolo (Battiston), inguaribile canaglia che dimora in un paesino del Friuli sul confine con la Slovenia: burbero, cinico, bevitore indefesso ma, in fondo, semplicemente malato d’amore. Quando muore un’anziana zia slava, tocca a lui occuparsi del nipote Zoran (il giovanissimo Rok Prasnikar), adolescente occhialuto apparentemente disadattato, che parla un italiano forbito e dimostra un insospettabile talento nel gioco delle freccette. Tra battute irresistibili e tocchi di sana cattiveria, si dipana la classica parabola di redenzione – ad alto tasso alcoolico – di un perdente che riscopre se stesso grazie al bizzarro surrogato di un rapporto padre-figlio.

Stilisticamente parlando, siamo a metà tra il pur inarrivabile Non pensarci (riferimento d’obbligo considerato lo status di culto che già circonda questo film) e ai ben inferiori Benvenuti al sud e Benvenuti al nord, con i quali ha in comune la tendenza, sempre più diffusa nel cinema italiano, di legare una produzione cinematografica alla promozione del territorio, grazie al sostegno delle Film Commission e degli enti locali (tuttavia, scegliendo intelligentemente di non sbattere in faccia allo spettatore troppi marchi e prodotti).

Una commedia leggera, ben scritta, non originalissima e non sempre omogenea, ma certamente intelligente e ottimamente recitata. Da gustarsi possibilmente in compagnia di un buon bicchiere di vino.

Voto: 2,5/4