FEFF 2026, la recensione di 5 Centimeters Per Second di Okuyama Yoshiyuki
di Giulia Pugliese
“Non mi servono 50.000 parole, me ne basta una”
5 centimeters per second è il tempo di caduta dei fiori di pesco e della neve, un’immagine poetica
che pervade tutto il film. L’opera è un live action della trilogia anime giapponese con lo stesso nome, è ampiamente esistenzialista e malinconica, mette avanti la bellezza della natura e dello spazio per dimostrarci che gli incontri della vita possono cambiarci, ma a volte in maniera opposta.
Il film inizia con il protagonista Tono alla soglia dei 30 anni: il ragazzo non ha una vera e propria vita sociale e non riesce a legarsi alle persone, perché durante l’infanzia si spostava spesso per il lavoro del padre. Durante il film scopriremo numerosi aspetti del passato di Tono e decifreremo i suoi comportamenti alla luce di un incontro importante nella sua vita, con la sua amica d’infanzia,
Akari.
Contrapponendo due personaggi, il film fa una profonda analisi sulla difficoltà dei sentimenti, sulla crescita e sull’unicità degli incontri. L’opera entra piano nella vita dei protagonisti: è come se i momenti che i personaggi vivono e le loro consapevolezze arrivassero nel medesimo tempo agli spettatori. Viene messo in scena l’enigma Tono, che ricerca dei sentimenti e delle sensazioni che non riesce a provare o non vuole provare per nessun altro. 5 Centimeters Per Second è in controtendenza con un mondo dove la gente si conosce e poi si butta via, con la velocità del cinema moderno, dove i rapporti sono replicabili. Ci racconta qualcosa che è destinato irrimediabilmente a durare, ma anche a perdersi.
La messa in scena è sofisticata, con una grana particolare, mettendo al centro bellezza e finitezza umana, nel far vedere la caducità degli alberi di pesco e la fragilità delle relazioni.
L’opera si consacra intimamente filosofica nel delineare le scelte opposte dei due protagonisti. Una filosofia giapponese per cui due petali non sono mai uguali e per cui la perfezione è ricercata fino allo spasmo. Per certi versi i tipi di sentimenti che Tono prova sono capibili da tutti, ma sono profondamente legati alla cultura giapponese delle aspettative, del successo e della perfezione. 5 centimeters per second è anche un’opera profondamente legata al romanticismo, alla bellezza dell’innamorarsi per la prima volta e alla luminosità di questi momenti, ma anche al rimpianto, alla solitudine e al sentirsi diversi.
Lo spazio e l’universo vengono connaturati da un personaggio come un insieme, un tutt’uno: far parte di qualcosa e poter cogliere la bellezza di questo, mentre Tono lo vive come se l’infinito lo rendesse ancora più solo e come qualcosa che non può controllare.
Spazio, bellezza, lentezza ed emozioni giovani sono gli elementi di questo anime in live action, che porta in sé riflessioni sugli incontri, sulla crescita e sugli echi del passato, dimostrando che certi incontri ci influenzano per sempre, ma in maniera differente.
Voto: ★★½/☆☆☆☆
