I film più attesi di Locarno 2026
A cura di Valeria Morini
Con i suoi 233 titoli, il 79esimo Locarno Film Festival schiera un programma che mixa cinema d’autore a omaggi a Darren Aronofsky, Isabella Rossellini, Asia Argento e Rick Baker, senza dimenticare la retrospettiva sulla Hollywood Blacklist americana (con titoli come Mezzogiorno di fuoco, Fronte del porto, Le forze del male, L’amante indiana). Non scordiamo poi i grandi classici che avranno spazio sull’enorme schermo di Piazza Grande: Cuore selvaggio di David Lynch, Balla coi lupi di Kevin Costner e Taxi Driver di Martin Scorsese. Andiamo però a esplorare i titoli inediti più attesi della kermesse guidata dal direttore artistico Giona A. Nazzaro.
Paper Tiger di James Gray
Due fratelli inseguono il sogno americano, ma un’occasione tanto allettante quanto ingannevole li getta negli ingranaggi della mafia russa di New York. Il regista di I padroni della notte e Two Lovers torna alle origini e ai toni gangster con dinamiche famigliari dei primi film, con un cast straordinario che comprende Adam Driver, Scarlett Johansson, Miles Teller. In Piazza Grande domenica 9 agosto.
The Invite di Olivia Wilde
La regista stessa, Seth Rogen, Penélope Cruz ed Edward Norton al centro di un curioso “quadrangolo” tra due coppie di vicini di casa a cena insieme. Un cast stellare per una comedy sexy che promette buoni incassi e che in realtà è il remake dello spagnolo Sentimental, peraltro già rifatto in Italia con Vicini di casa, con Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini. In Piazza Grande sabato 8 agosto.
Ketticè di Giovanni Tortorici
L’opera seconda del regista di Diciannove e già assistente alla regia di Guadagnino. Nella Palermo del 2012, Giulio, sedicenne apatico e insoddisfatto, vive le sue giornate senza slancio: nessun entusiasmo per la scuola, nessuna prospettiva per il futuro. L’incontro con Ketty, coetanea più risoluta, gli offre una fuga dalla monotonia. Con i giovanissimi Salvatore Gallina e Rachele Testagrossa e Monica Bellucci.
Armony di Dario Albertini
Valerio Mastandrea con Asia Argento e Ornella Muti, nel film italiano di Piazza Grande (il 6 agosto). Armony, camionista solitario di 55 anni, si ritrova a farsi carico della nipotina Carlotta, di sei anni, dopo la scomparsa della sorella. Al suo fianco ci sono Pamela, un’anziana donna transgender e Jenny, una vicina in dolce attesa. Quando i servizi sociali minacciano di portargli via la bambina, Armony sarà costretto a lottare con tutte le sue forze per ottenerne la tutela legale. “Ho voluto esplorare i legami familiari tramite la solitudine”, ha dichiarato il regista.
Frank & Louis di Petra Volpe
L’ergastolano Frank accetta un lavoro in carcere che prevede l’assistenza a detenuti anziani affetti da demenza e Alzheimer. Quello che inizia come un tentativo interessato per ottenere la libertà condizionale evolve in un legame profondo e trasformativo con un altro prigioniero, Louis, che gli offre uno spiraglio di redenzione in un luogo spietato. La regista italo-svizzera promette una storia di grande tenerezza. In Piazza Grande il 10 agosto.
Down the Arm of God di Peter Brunner
Durante un rigido inverno, la missione di aiutare i senzatetto di un giovane pastore di una cittadina del Texas si scontra con la resistenza della congregazione, portando alla luce pregiudizi incancreniti e fallimenti sistemici. Ispirato a una storia vera. Prodotto da Luc Besson, con quello che è ormai l’attore feticcio di quest’ultimo, il grande Caleb Landry Jones. Per cinque anni lui e il regista hanno lavorato con persone che vivono senza fissa dimora. In Piazza Grande il 12 agosto.
Alberi erranti di Salvatore Mereu
L’altro film italiano in concorso. Piero e suo figlio Giuliano vivono soli oltre i margini della città, in un casolare stipato di animali feriti che loro accolgono e curano. I Nonne, notabili del luogo, vogliono cacciarli via perché vivono come vagabondi. Alla scomparsa del padre, Giuliano si mette alla sua ricerca e incontra Maddalena. Il regista sardo di Bellas Mariposas alle prese con una fiaba sull’amore.
Nowhere to Lay My Eyes di Hong Sang-soo
Sanghee e il fratello vanno a trovare la madre sull’isola di Jeju, dove non tornano da dieci anni. Il premiato regista coreano di What Does That Nature Say to You torna ancora una volta a Locarno, dove nel 2015 ha vinto il Pardo d’oro per Right Now, Wrong Then. Per questo film ha girato in sei giorni sull’isola di Jeju, nota per il clima imprevedibile.
